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  1. Mi rendo conto che non è stato possibile nella precedente discussione esporre in termine di conoscenza e di proposta tutto quello che si potrebbe fare verso la poesia per far sì che costituisca un terreno d’incontro sulla quale confrontarsi. Quello che tra la confusione che si è generata tra la terminologia associazionistica o aggregazionistica, altro non è che una possibilità di visibilità maggiore all’interno delle librerie. Si può realizzare con un minimo impegno e potrà in futuro, tramite l’uso di un supporto cartaceo, diventare rivista informativa per il libraio delle nuove uscite di libri di poesia.
    Per quello che riguarda la mia personale esperienza, ho potuto constatare che si riesce a portare incontri con autori nelle scuole solo passando attraverso le biblioteche e in diverse realtà piccole, del trentino e del veronese, riusciamo a organizzare con amici poeti dibattiti con una discreta affluenza, dove si alternano ogni mese autori diversi.
    Esiste un progetto da me curato denominato “parole per la moda” che sta portando in giro parole nei luoghi dove moda si crea e che approderà a letture, sia all’interno che all’esterno di show room milanesi nel 2012 all’expo. Ho in mente di rilanciare a Verona la creazione, dove possibile, di un muro poetico che diventi riconoscimento e possibilità di scrittura in ogni dove sia possibile e sto avviando, sempre insieme ad altri poeti, una sorta di cicli di letture all’interno degli alberghi, dove questo è gia stato fatto, si sono ottenute buonissime conversazioni e negli spazi dedicati alla lettura sono confluiti diversi volumi di poesia. Sto cercando di darmi da fare per introdurre poesia all’interno dei bookshop nei musei, ritenendolo nella nuova ridefinizione degli spazi urbani transito fondamentale per l’approccio alla cultura. Credo che si stia vivendo in una nuova estetica della sensazione, dove anche la parola non sia più solo polisemica, ma anche polisensuale e si debba riconsiderare, nel fare poetico, un infinità di cose che tengano conto della temporaneità, delle interconnessioni urbane di città che si leggono oggi come ipertesti, degli ibridamenti ai quali oggi la scrittura ci chiama, scrittura che si rende oggi più che altro per frammenti, perché il frammento è il dettaglio concesso per dire la realtà periferica delle cose in questo palcoscenico di differenze.

    Con la speranza di essere stato un minimo più esaustivo ringrazio tutti i partecipanti alla discussione e saluto caramente
    alessandro

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  2. Arrivo in ritardo e me ne scuso…
    Sono in accordo per quanto riguarda il mettersi
    in gioco , in campo
    Fare ascoltare la propria voce , il movimento continuo..
    Sappiamo che è difficile , ma doveroso per i giovani
    e per che legge poco (purtroppo).
    La voce del poeta è importante ,a parer mio.
    Grazie

    Maria Grazia

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