Per non dimenticare… ciò che ancora accade sotto i nostri occhi

Discorso parlamentare pronunciato il 15 gennaio 2009 dal deputato britannico ebreo Gerald Kaufman, la cui famiglia in Polonia fu in gran parte inghiottita dalla Shoah, una persona dalla inattaccabilità biografica formidabile.

Sono stato cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c’era una scatola di latta per il Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a costruire una presenza ebraica in Palestina.
Sono andato la prima volta in Israele nel 1961 e vi sono tornato innumerevoli volte. Ho avuto familiari in Israele e ho amici in Israele. Uno di essi ha combattuto nelle guerre del 1956, 1967 e 1973 ed è stato ferito in due di esse. Il distintivo che indosso viene da una decorazione sul campo a lui insignita, che mi ha regalato. Ho conosciuto la maggior parte dei primi ministri di Israele, a partire dal Primo ministro fondatore David Ben-Gurion. Golda Meir era mia amica, così come lo è stato Yigal Allon, vice primo ministro, che, da generale, conquistò il Negev per Israele nella guerra del 1948 per l’indipendenza.

I miei genitori vennero in Gran Bretagna come rifugiati provenienti dalla Polonia. La maggior parte dei loro familiari sono stati in seguito uccisi dai nazisti nell’olocausto. Mia nonna era a letto malata, quando i nazisti giunsero alla sua città natale, Staszow. Un soldato tedesco la uccise sparandole nel suo letto. Mia nonna non è morta per fornire la copertura ai soldati israeliani che ammazzano le nonne palestinesi a Gaza.
L’attuale governo israeliano sfrutta spietatamente e cinicamente il continuo senso di colpa tra i gentili per la strage degli ebrei nell’olocausto per giustificare la sua uccisione di palestinesi.

L’implicazione è che la vita degli ebrei sia preziosa, ma la vita dei palestinesi non conti. Su Sky News pochi giorni fa, al portavoce dell’esercito israeliano, il Maggiore Leibovich, è stato chiesto in merito all’uccisione da parte israeliana di, in quel momento, 800 palestinesi (il totale è ora di 1000). Ha risposto all’istante che «500 di questi erano militanti».

Questa era la risposta di un nazista.

Suppongo che gli ebrei che lottavano per la loro vita nel ghetto di Varsavia avrebbero potuto essere denigrati in quanto militanti.

Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, afferma che il suo governo non avrà rapporti con Hamas, perché sono terroristi. Il padre di Tzipi Livni era Eitan Livni, il capo delle operazioni dell’organizzazione terroristicaiIrgun Zvai Leumi, (it.wikipedia.org/wiki/Irgun_Zvai_Leumi) che ha organizzato l’attentato esplosivo dell’Hotel King David di Gerusalemme, in cui perirono 91 vittime, di cui quattro ebrei. Israele è stato partorito dal terrorismo ebraico.
Terroristi ebraici impiccarono due sergenti britannici e fecero esplodere i loro cadaveri.
Irgun, insieme con la banda terrorista Stern, nel 1948 massacrò 254 palestinesi nel villaggio di Deir Yassin (it.wikipedia.org/wiki/Deir_Yassin)
Oggi, gli attuale governanti israeliani indicano che sarebbero disposti, in circostanze per loro accettabili, a negoziare con il presidente palestinese Abbas, di al-Fatah. È troppo tardi per farlo. Essi avrebbero potuto negoziare con il precedente leader di al-Fatah, Yasser Arafat, che era un mio amico. Invece, lo assediarono in un bunker a Ramallah, dove lo visitai. A causa dei fallimenti di al-Fatah, a partire dalla morte di Arafat, Hamas ha vinto le elezioni palestinesi nel 2006. Hamas è una organizzazione sgradevolissima, ma è stata democraticamente eletta, ed è quel che passa il convento.
Il boicottaggio di Hamas, anche da parte del nostro governo, è stato un errore colpevole, dal quale sono derivate terribili conseguenze. Il grande ministro degli Esteri israeliano Abba Eban, con il quale ho fatto campagna per la pace da molte tribune, ha dichiarato: «Fate la pace se parlate con i vostri nemici.»Per quanti palestinesi gli israeliani possano uccidere a Gaza, non possono risolvere questo problema esistenziale con mezzi militari.
Quando e qualora i combattimenti finissero, ci sarebbero ancora un milione e mezzo di palestinesi a Gaza e altri due milioni e mezzo in Cisgiordania. Essi sono trattati alla stregua di immondizia da parte degli israeliani, con centinaia di blocchi stradali e con gli orrendi abitatori degli insediamenti ebraici illegali che li molestano.

Verrà il momento, non molto lontano da ora, in cui supereranno la popolazione ebraica in Israele. È giunto il momento per il nostro governo di render chiaro al governo israeliano che la sua condotta e la sua politica sono inaccettabili, e di imporre un divieto totale di esportare armi a Israele.
È l’ora della pace, ma la pace vera, non la soluzione attraverso il soggiogamento che è il vero obiettivo degli israeliani, ma che è impossibile per loro da raggiungere.
Essi non sono semplicemente dei criminali di guerra, sono stupidi

Gerald Kaufman

 

Fra quanti decenni verranno indette le giornate “Per non dimenticare” il genocidio del popolo palestinese? Fra quanti decenni le nostre coscienze si ripuliranno, battendosi il petto una volta l’anno, per la lenta morte di un intero popolo, cancellato dalla storia dai figli e dai nipoti di coloro che hanno subito gli orrori del nazismo?

Gino Di Costanzo

 

7 comments

  1. Grazie a te, Nat. Dal momento che tutto il mondo ricorda il genocidio ebraico della seconda guerra mondiale (ma non quello, nello stesso periodo, di rom, omosessuali, comunisti ecc. negli stessi campi di concentramento) ho pensato che sarebbe meglio pensare di evitare “adesso” l’organizzazione “futura” di nuove giornate della memoria…
    Un bacio

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  2. Bene, io condivido tutto questo.
    Però tengo a precisare che per me l’olocausto rimane il simbolo di tutto quello che la mente umana può ideare quando ogni valore viene cancellato.
    Tutte le efferatezze, tutte le stragi e i genocidi, hanno come matrice comune l’odio, l’incapacità di comprendere che l’uomo non smette di essere uomo qualunque sia la sua pelle e il suo credo.
    Ecco, per me quello è stato e rimarrà la testimonianza dell’aberrazione umana, a memoria presente e futura, perché ha rappresentato ogni forma di disumanità, su vastità di territorio e impressionante numero di vittime. Può ben significare e riassumere la ferocia di cui è capace la mente umana, quella che fomenta guerre e ideologie atte a dividere, che produce le caste e le categorie sociali, l’estrema miseria e la sfacciata ricchezza.
    Io continuo a ripetermi, non parteggio per questo o quel popolo, mi faccio portavoce delle vittime, di qualsiasi epoca, in quasiasi parte del mondo siano, qualsiasi il colore della pelle, qualsiasi il loro credo.
    Non mi sottraggo a chi potrebbe accusarmi, scioccamente, di appoggiare la causa sionista, perché non è così, e perché il pericolo di farsi garante delle ragioni di chi comunque usa violenza, qualunque tipo di violenza, compresa quella psicologica, sull’altro da sé, è sempre in agguato.
    Mi sembra ottima cosa studiarne le cause, risalire alle motivazioni effettive che sono la base degli attuali conflitti, questo sì, e mi pare che in ambiti intellettualmente onesti lo si faccia. Come in questo contesto.
    Dunque, non resta che augurarsi sempre maggior chiarezza nelle menti e nei cuori.

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  3. Viviamo in un mondo davvero bizzarro, oltre che inutilmente reale (ma qui servirebbe un post a parte).

    Il Giorno della Memoria. Provate a ripetervelo bene e piano ad alta voce ad uno specchio. I-L-G-I-O-R-N-O-D-E-L-L-A-M-E-M-O-R-I-A.

    Ma che enorme stronzata è mai questa? Quale enorme abominio burocratico rappresenta?

    Per legge il mondo è “obbligato” a ricordarsi degli ebrei morti ammazzati durante 5 anni di pura follia. Nonostante già questo, di per sé, puzzi un po’ del moralismo da “così fan tutti”, non è la cosa peggiore. Di peggiore c’è il fatto che la stessa legge “permette” di dimenticarsi del genocidio dal 28 Gennaio dello stesso anno al 26 Gennaio dell’anno seguente. E così tutti gli anni.

    A questo si aggiunge, se vogliamo, un’ulteriore peggioramento: il 27 Gennaio è un giorno dedicato al genocidio. Non ad uno qualsiasi, ma a quello degli ebrei, compiuto da Hitler & C. negli anni della seconda grande guerra. Qualcosa non solo ben definita e auspicabilmente irripetibile, ma soprattutto inconfondibile e troppo ben caratterizzata. Quindi, caro Gino, purtroppo le tue domande (che sono, credo, quelle di molti qui e altrove) restano ARIA FRITTA. Perchè il genocidio dei palestinesi non è quello degli ebrei. Perchè i morti in mare dei respingimenti non sono nemmeno lontanamente paragonabili alla Shoa. Perché i poveracci di Haiti non c’entrano nulla con gli ebrei nei campi di concentramento.

    Si creano delle categorie da inculcare culturalmente ai popoli, i quali non saranno mai più in grado di astrarre da queste per rendersi conto che gli stessi atti si stanno compiendo sotto i loro occhi. Atti a cui, non essendo riconoscibili/paragonabili, possono essere offerte tutte le giustificazioni del caso. Se si fosse chiesto a Hitler perché uccidesse gli ebrei, sono sicuro che sarebbe stato in grado di offrire una motivazione non solo plausibile, ma condivisibile. Cosa che, di fatto, è accaduta.

    Aveva ragione Carmelo Bene quando diceva che noi non siamo degli esseri parlanti, ma delle merde parlate.

    L

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    1. Caro Luigi, sì, condivido. Pochissimi sanno, pochissimi ricordano che quando Hitler cominciò ad invadere l’Est Europeo, dando di fatto inizio, anche se non in maniera “ufficiale”, alla seconda guerra mondiale, disse che era per salvare una minoranza dalla pulizia etnica. Cosa ci ricorda?

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