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  • Orribile fiera, le parole negate

    In Ogni volto d’uomo (Il Convivio) la poesia non è quel tipo di esercizio lirico che riporta il sentire di chi scrive nel puro ripiegamento dell’io che pensa sé stesso in relazione agli altri, trasformando questi altri in corpi astratti, nati per essere evocativi. Al contrario, Tomaso Tiddia costruisce un libro che assume come proprio… Read more

  • I desideri acerbi e le colpe mature dell’adolescenza

    Di Annachiara Mezzanini   Magda Inari non è un corpo. È una voce.  La sua voce sono gli occhi di Claudia ed Elvira, sorelle immerse nella campagna sicula, adolescenti sole che crescono all’ombra di un pino e di una madre. Sia l’albero sia la genitrice sono destinati a scomparire, mentre le due ragazze impareranno a… Read more

  • Il rave come ponte – Attraversare il Sirât di Óliver Laxe

    Di Elena Cirioni   Mani e braccia sollevano casse ai piedi di una montagna, nel deserto. Costruiscono un monolite solitario che si staglia nello spazio vuoto. L’immagine è chiara, pulita. Nella luce accentante la costruzione nera è un totem primitivo. Poco dopo, ai suoi piedi, si accalcano i corpi: persone che ballano sotto il battito… Read more

  • Parlare al morto, parlare a sé – Suicidio di Édouard Levé

    Di Annachiara Atzei   Il tuo suicidio fu di una bellezza scandalosa     Suicidio. Già dal titolo, il libro di Édouard Levé determina una direzione. Ci avvicina pericolosamente al margine dell’esistenza conosciuta, la divide in due. La spezza. Racconta il destino personale dell’autore prendendo in prestito quello di un altro, specchiandosi in esso. Levé… Read more

  • Perché Béla Tarr diceva che il cinema è stupido

    Di Gabriele Doria   Anche se sei tu a guidarmi / questa terra mi è ignota / è il diavolo probabilmente a guidarci / che gira e gira in cerchio Puskin 1 Béla Tarr usava dire che il cinema è una forma d’arte molto stupida. Nel realizzare un film, aggiungeva, bisogna mettere da parte qualsiasi… Read more

  • Technicolor, estetica del destino e corpi del potere

    Di Giulia Bocchio   Il tempo che intercorre fra l’ultima settimana dell’anno vecchio e la prima di quello nuovo è sempre un limbo un po’ strano e sospeso. In questo spazio all’interno del quale sembra celarsi l’attesa di una ripartenza e il ricominciare delle scadenze tendo a fare sempre più o meno quelle cose che,… Read more