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  • Technicolor, estetica del destino e corpi del potere

    Di Giulia Bocchio   Il tempo che intercorre fra l’ultima settimana dell’anno vecchio e la prima di quello nuovo è sempre un limbo un po’ strano e sospeso. In questo spazio all’interno del quale sembra celarsi l’attesa di una ripartenza e il ricominciare delle scadenze tendo a fare sempre più o meno quelle cose che, Read more

  • Poetarum x le scuole – Il percorso di Clelia Ciccarelli all’interno della redazione

    Cosa succede all’interno di una redazione come la nostra quando arriva una studentessa di diciassette anni, che è lì davanti a te, con le sue prime folgoranti letture, che sono tali perché ne mancano ancora tantissime, così tante che nemmeno una vita intera potrà esaurirle  tutte (e qui non importa quanti anni tu abbia, vale Read more

  • Han Kang e il tempo del bianco

    Di Annachiara Mezzanini     Attraverso i tuoi occhi, vedrò il cuore più interno e chiaro di un cavolo bianco, che nasconde le foglioline più preziose. Vedrò la freddezza di una falce di luna in pieno giorno. Prima o poi, vedrò un ghiacciaio. Contemplerò i riflessi azzurrini su ogni sfaccettatura di quell’enorme massa di ghiaccio Read more

  • Volevo fare qualcosa di diverso insieme a Istvàn

    Di Giammarco di Biase   Ho atteso giorni prima di scrivere di Flesh. Non ero mai pronto, non sono mai stato così poco pronto di fronte ad un’opera, Nella carne (Adelphi), e forse non sono pronto neanche adesso. Oggi mi viene in mente che è difficile parlare di David Szalay senza ripetere ciò che è Read more

  • Qualcosa di weird – Monolimb.wav

    Loop, glitch e amputazioni semantiche, accumulo di frammenti clinici, visioni rituali e detriti filosofici, fino alla costruzione di un paesaggio mentale in cui non esiste più distinzione tra  memoria e allucinazione, creazione e collasso. È con questo racconto che si chiude la nostra rassegna dedicata al weird: non una conclusione, ma un cortocircuito finale, un Read more

  • Qualcosa di weird – Carnevale di pezzi

    Quando perdiamo qualcuno ci sembra davvero di perdere qualcosa. Qui però quel qualcosa è fin troppo legato alla conformazione del nostro corpo e potrebbero capitare risvegli (e incontri) decisamente inaspettati… Di Dalila Boi   Lidia si svegliò, in una nera mattina di dicembre, senza un braccio. Qualche lembo di carne dilaniata ancora penzolava appena sotto Read more