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da Venere strapazzata dai lunatici moderately hard with arianna (1980,1994) – è vero che per te farei qualunque cosa però potevi pure risparmiarmi ‘sta scappata a venezia quattro spettri in tricorno e bautta che stazionano nel sotoportego vorranno mica significarci che è carnevale e allora? allora scusa se mi girano le dita infilate nei buchi…
. «Oh se tu capissi: chi soffre chi soffre non è profondo». Sobborghi di Milano. Estate. Ormai c’è poca acqua nel fiume, l’edicola è chiusa. «Cambia, non aspettare più». Vicino al muro c’è solo qualche macchina. Non passa nessuno. Restiamo seduti sopra il parapetto. «Forse puoi ancora diventare solo, puoi ancora sentire senza pagare, puoi…
48 Fermo al centro esatto della corsia di destra, l’uomo vestito d’arancione sventola la bandiera come fosse allo stadio. Accanto non ha né un pallone né una porta ma solo una fila di auto che, rallentando, passano e tirano dritto. L’uomo ha la faccia abbronzata e una mascherina che gli copre la bocca mentre…
SILVIA TEBALDI – Cerchio d’ombra 1. Sì, ma quel fuoco strano, le storie che emergono dal vuoto – a lampi, a grappoli – e sere tra San Vitale e le Moline, a camminare, a parlare – di voci, di storie – a guardare il canale e dove era nebbia, dove era l’illusione quella rabbia, rabbia…
lunedì 31 marzo alle 21 Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78, Roma in occasione dell’uscita di Elio Pagliarani, Tutto il teatro a cura di Gianluca Rizzo (Marsilio) SERATA UNICA un evento speciale a cura di Simone Carella letture recitate con la partecipazione di Walter Pedullà, Cetta Petrollo, Luigi Ballerini, Andrea Cortellessa,…
“ la politica e la poesia richiedono entrambe l’immaginare radicale del non-ancora, del se-soltanto” In un’ intervista del 1991, Adrienne Rich critica il suo uso della metafora del taglio di diamanti in una poesia di 30 anni prima, The Diamond Cutters (I tagliatori di diamanti), in quanto a quel tempo non prendeva in considerazione la…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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