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Quando imparammo a tremare (23/11/1980 – 23/11/2015) (per Angela, mia sorella) * (XX frammento, Napoli 2007) A volte si ritorna per capire se qualcuno o qualcosa riconoscerà i nostri lineamenti ispessiti, la fosforescenza che attraversò la nostra adolescenza, l’ardore che avvampa le notti e le albe che ci ha reso vivi, per specchiarsi nei vetri…
Il negativo e l’immagine Quando i bambini di qui fanno la guerra bastano quattro cuscini su letto per costruire una base tutti hanno pistole o fucili con il tappo colorato in rosso alcuni perfino bombe di gommapiuma allora mi chiedo se i bambini di Beirut giocano alla pace e come ci riescono perché non ci…
Di proprio pugno Mi scrivo una tua lettera finché dura la mano finché mi regge il pugno, finché stringe finché so l’italiano. Come consolazione o per rivalsa mi scrivo una tua lettera falsa. Mi scrivo di mio pugno (la grafia non è mia) senza fare la brutta copia, senza bisogno di sprecare saliva per chiudere…
Gabriele Belletti, Krill, Marcos y Marcos, 2015, € 17. C’è una scansione temporale in Krill da histoire événementielle, una finestra che va dal 20 aprile al 4 agosto 2010, corrispondente ai tristissimi onori della cronaca in merito all’esplosione e all’inabissamento nel Golfo del Messico della Deepwater Horizon, piattaforma petrolifera appartenente alla compagnia inglese British Petroleum. I…
Claudio Pescetelli, Roma Beat, Zona Editrice 2015 Immaginate di poter proseguire, attraverso la lettura di un libro, una conversazione che avete iniziato, appena ventenni, con un amico. Quella conversazione, come avveniva spesso, verteva sui ricordi, ancora molto freschi, che provenivano dai banchi di scuola. Immaginate che quella scuola di cui vi raccontava l’amico sia…
Di Peter Huchel e della sua poesia ho avuto modo di occuparmi qualche tempo fa in una puntata della rubrica Gli anni meravigliosi che ne metteva in evidenza, tra l’altro, la forza di attrazione esercitata su poeti contemporanei. Il testo proposto ricorre, come è avvenuto per altri poeti del Novecento, alla riscrittura della forma biblica…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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