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Chi ha letto i miei romanzi sa del particolare legame che ho con Mitsuko Uchida, pianista giapponese naturalizzata europea tra le più grandi interpreti di Mozart, Schubert e Schönberg. E così chi mi frequenta, dal momento che spesso casa mia risuona, specie quando scrivo, dei suoi cd, che sono su una mensola in rigorosa…
Ner giardino sott’a casa mia ce sta ‘n cane zoppo. Er padrone ‘o porta ‘n giro pe’ córe e giocà coll’antri. Li cani bianchi e maroni coreno e se odoreno. Ma lui è ‘n cane nero e co’ quer passo ch’è ‘n affanno se dirigge solo a beve. Forze l’acqua je rinsarderà ‘a zampa oppure…
Rue Sainte Walburge Forse ha battuto più forte Il tuo cuore dei tacchi del lanciere. Ti ritorna il frastuono in un odore Di capelli, i giorni belli Al moto biondo della Mosa. Sbiadiscono nella caligine La strada del borgo, le scritte Straniere delle insegne, i campi Dietro le palafitte. Tu ne ritrovi la traccia…
PENDOLARI (cut-up n. 127) In macchina presto attenzione a qualunque cosa mi passi per la mente, tranne che a guidare. Ascolto musica, parlo al telefono, mi annoto queste frasi; rovistando sul fondo della borsa accasciata al mio fianco, sul sedile del passeggero, trovo la tua lettera. La riconosco al tatto, immediatamente. La mia condizione…
Di cosa parla Massimo Cacciari quando parla da Massimo Cacciari: un esempio di malcostume intellettuale di Stefano Brugnolo Quanto dirò nasce dalla lettura di un articolo uscito su Repubblica del 7.8.2015. In realtà poi quel pezzo era l’anticipazione di un saggio uscito con il titolo Re Lear. Padri, figli, eredi (Edizione Saletta dell’uva, 2015).…
Mi fruga un raggio ogni ferita tra le ciglia, il sale disinfetta smista sogni. Sulle guance si perdono i confini delle barche restano vele lontane dalla resa. Dov’è Itaca? Forse è labile contorno nella cerniera d’un tramonto, finestra schiusa assieme a labbra d’ortica screpolate a primavera? Nelle chiuse case un silenzio giace –…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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