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A venticinque anni ho avuto la mia prima crisi esistenziale (ma era solo il lavoro)
Continua a leggere: A venticinque anni ho avuto la mia prima crisi esistenziale (ma era solo il lavoro)Di Serena Votano Per farvi capire quanta importanza diamo al lavoro (al di là dei cliché sull’affitto e il costo della vita), basti pensare che è la prima o seconda cosa che diciamo di noi dopo aver detto il nostro nome. E a venticinque anni parlare del mio lavoro – anzi, del lavoro che…
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Se nella notte più buia il linguaggio ci chiede di cosa siamo fatti, rispondiamogli
Continua a leggere: Se nella notte più buia il linguaggio ci chiede di cosa siamo fatti, rispondiamogliDi Annachiara Atzei “Ma è proprio questo che amo: la possibilità di addentrarmi e soffermarmi su domande che sento così cruciali e impellenti da accettare volentieri quello scambio. Ogni volta che lavoro a un romanzo, porto il peso di quelle domande, le abito. Quando le ho esplorate fino in fondo – e ciò non…
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La letteratura è una febbre bellissima
Continua a leggere: La letteratura è una febbre bellissimaDi Serena Votano Il primo libro che ricordo di aver letto nella mia vita è una delle avventure di Geronimo Stilton, di quelle stratopiche per intenderci, ma il primo momento in cui ricordo di aver provato i sintomi tipici del lettore ossessivo compulsivo – difficoltà a interrompere la lettura, autobugie del tipo “Ancora-un-ultimo-capitolo”, curiosità…
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La scrittura di Gospodinov ci insegna che, nel passato, il tempo non va in un’unica direzione
Continua a leggere: La scrittura di Gospodinov ci insegna che, nel passato, il tempo non va in un’unica direzioneDi Annachiara Atzei “Sono passati quasi quattro mesi. Sono in giardino, è già primavera. Strano, penso, mio padre non c’è e la primavera è arrivata. Ho detto alle rose: rose, il vostro padrone non c’è, ma voi continuate pure a mettere le foglie. Ho detto agli alberelli di ciliegio: mio padre non c’è più,…
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«Quello che so di te», ovvero: quello che non sappiamo su noi stessi
Continua a leggere: «Quello che so di te», ovvero: quello che non sappiamo su noi stessiDi Serena Votano Alcune storie di famiglia nessuno le racconta mai, sono ricordi avvolti nel silenzio per la vergogna o per l’incapacità di parlare al passato. Altre storie invece si spettinano di generazione in generazione: un anno diventa due, i motivi si dissolvono nella nebbia e appellarsi ai legami di sangue non basta per…
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Salto nel vuoto: Yves Klein e Rita da Cascia
Continua a leggere: Salto nel vuoto: Yves Klein e Rita da CasciaDi Gabriele Doria Le agiografie dei santi sono colme di coincidenze, fondano su di esse parte del loro potere incantatorio: è un eterno ritorno del banale. Non fa eccezione la vicenda di Santa Rita da Cascia, la Santa dei casi impossibili, dalla vasta popolarità e dalla notevole esiguità di certezze storiche. Quasi a volere…
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Shy, o l’infinito bruciore di quando non riesci a stare seduto
Continua a leggere: Shy, o l’infinito bruciore di quando non riesci a stare sedutoDi Giorgio Castriota Skanderbegh Metà anni Novanta. Un ragazzo aspetta il silenzio intorno a lui, poi si alza dal suo letto ed esce dall’istituto di cui è ospite, attento a evitare cigolii; sulle spalle uno zaino pieno di pietre. Si apre così il romanzo Shy di Max Porter, uscito per Sellerio con la traduzione…
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Fino al morire della morte – I sudari di David Cronenberg
Continua a leggere: Fino al morire della morte – I sudari di David CronenbergDi Gabriele Doria Che non è nero ancora, e ‘l bianco more Dante, Inferno XXV, 66 La prendo un po’ alla lontana, ma prometto di metterci soltanto una vita intera. Il poeta Corrado Costa, nella raccolta The Complete Films (1983), immagina una pellicola intitolata Vita di Lenin, che riproduce il “tempo naturale” della…
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Ma io quasi quasi – Dialogo aperto con Michele Bitossi
Continua a leggere: Ma io quasi quasi – Dialogo aperto con Michele BitossiA cura di Serena Votano Da sabato a giovedì, in che modo può cambiare una vita? È la domanda che mi son posta alla fine di questo romanzo, Ma io quasi quasi (Accento), esordio di Michele Bitossi. Il protagonista Riccardo sta affrontando una burrascosa separazione, faceva uso di sostanze stupefacenti ed è sospettato di…
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La poetica del vago e il prefisso mal- (Di Deborah D’Addetta)
Continua a leggere: La poetica del vago e il prefisso mal- (Di Deborah D’Addetta)Quando leggo la formula “poetica del vago” mi viene in mente Leopardi, lo Zibaldone e la sua teoria sul piacere. E perciò tutti i piaceri debbono esser misti di dispiacere, come proviamo, perché l’anima nell’ottenerli cerca avidamente quello che non può trovare, cioè una infinità di piacere, ossia la soddisfazione di un desiderio illimitato1. Riassumendo,…