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Rileggere Madeleine Bourdouxhe
Continua a leggere: Rileggere Madeleine BourdouxheDi Mauro Massari Esiste un tipo di ingiustizia letteraria che assomiglia irrimediabilmente alla distrazione. Un libro esce, viene amato, anche celebrato, poi “sparisce” per un po’, come se la storia avesse chiuso la porta senza accorgersene. La donna di Gilles (Adelphi), pubblicato per la prima volta nel 1937, è uno di quei casi: raccomandato…
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I desideri acerbi e le colpe mature dell’adolescenza
Continua a leggere: I desideri acerbi e le colpe mature dell’adolescenzaDi Annachiara Mezzanini Magda Inari non è un corpo. È una voce. La sua voce sono gli occhi di Claudia ed Elvira, sorelle immerse nella campagna sicula, adolescenti sole che crescono all’ombra di un pino e di una madre. Sia l’albero sia la genitrice sono destinati a scomparire, mentre le due ragazze impareranno a…
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Il rave come ponte – Attraversare il Sirât di Óliver Laxe
Continua a leggere: Il rave come ponte – Attraversare il Sirât di Óliver LaxeDi Elena Cirioni Mani e braccia sollevano casse ai piedi di una montagna, nel deserto. Costruiscono un monolite solitario che si staglia nello spazio vuoto. L’immagine è chiara, pulita. Nella luce accentante la costruzione nera è un totem primitivo. Poco dopo, ai suoi piedi, si accalcano i corpi: persone che ballano sotto il battito…
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Parlare al morto, parlare a sé – Suicidio di Édouard Levé
Continua a leggere: Parlare al morto, parlare a sé – Suicidio di Édouard LevéDi Annachiara Atzei Il tuo suicidio fu di una bellezza scandalosa Suicidio. Già dal titolo, il libro di Édouard Levé determina una direzione. Ci avvicina pericolosamente al margine dell’esistenza conosciuta, la divide in due. La spezza. Racconta il destino personale dell’autore prendendo in prestito quello di un altro, specchiandosi in esso. Levé…
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Perché Béla Tarr diceva che il cinema è stupido
Continua a leggere: Perché Béla Tarr diceva che il cinema è stupidoDi Gabriele Doria Anche se sei tu a guidarmi / questa terra mi è ignota / è il diavolo probabilmente a guidarci / che gira e gira in cerchio Puskin 1 Béla Tarr usava dire che il cinema è una forma d’arte molto stupida. Nel realizzare un film, aggiungeva, bisogna mettere da parte qualsiasi…
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Han Kang e il tempo del bianco
Continua a leggere: Han Kang e il tempo del biancoDi Annachiara Mezzanini Attraverso i tuoi occhi, vedrò il cuore più interno e chiaro di un cavolo bianco, che nasconde le foglioline più preziose. Vedrò la freddezza di una falce di luna in pieno giorno. Prima o poi, vedrò un ghiacciaio. Contemplerò i riflessi azzurrini su ogni sfaccettatura di quell’enorme massa di ghiaccio…
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Volevo fare qualcosa di diverso insieme a Istvàn
Continua a leggere: Volevo fare qualcosa di diverso insieme a IstvànDi Giammarco di Biase Ho atteso giorni prima di scrivere di Flesh. Non ero mai pronto, non sono mai stato così poco pronto di fronte ad un’opera, Nella carne (Adelphi), e forse non sono pronto neanche adesso. Oggi mi viene in mente che è difficile parlare di David Szalay senza ripetere ciò che è…
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Qualcosa di weird – Monolimb.wav
Continua a leggere: Qualcosa di weird – Monolimb.wavLoop, glitch e amputazioni semantiche, accumulo di frammenti clinici, visioni rituali e detriti filosofici, fino alla costruzione di un paesaggio mentale in cui non esiste più distinzione tra memoria e allucinazione, creazione e collasso. È con questo racconto che si chiude la nostra rassegna dedicata al weird: non una conclusione, ma un cortocircuito finale, un…
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Qualcosa di weird – Carnevale di pezzi
Continua a leggere: Qualcosa di weird – Carnevale di pezziQuando perdiamo qualcuno ci sembra davvero di perdere qualcosa. Qui però quel qualcosa è fin troppo legato alla conformazione del nostro corpo e potrebbero capitare risvegli (e incontri) decisamente inaspettati… Di Dalila Boi Lidia si svegliò, in una nera mattina di dicembre, senza un braccio. Qualche lembo di carne dilaniata ancora penzolava appena sotto…
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Qualcosa di weird – Accarezzami ora
Continua a leggere: Qualcosa di weird – Accarezzami oraIl corpo non mente, ma ha la subdola possibilità di tradire chi lo abita. Ogni Io si perde in un’arena che è il grande, misterioso, ventre di ogni Tu. Di Federico Dilirio Uno spostamento dello spazio sopra di me. La tua mano che scende. Piena di rughe, assorbe l’acido urico delle mie ghiandole.…