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A cura di Annachiara Mezzanini Nel vortice del tempo, anche le Valchirie caddero per mano umana. Dall’alto del loro Olimpo, nella luce delle mille spade di Odino, la loro forza e grandezza scivolò via, riducendosi a furia e inganno, superstizione e oblio. Nate dallo schiocco della lingua germanica primitiva, il loro nome era presagio di…

Di Pompeo Angelucci Il giorno dell’ape è un romanzo densissimo, che per essere capito andrebbe letto attraverso la lente pratica del “guardare la mente che guarda”. La vicenda, narrata con l’alternanza dei punti di vista dei quattro protagonisti, arriva a toccare di continuo momenti di concretezza in questo voler estrarre verità-dal-realismo: Dickie è il padre…

Di Andrea Carloni Chi o cosa è un bambino e come l’essere bambini resista alla definizione o, proprio per questo, la renda necessaria. Ogni tentativo di circoscrivere il bambino si consuma nel paradosso: il bambino è già altro da sé, perché è promessa di un adulto che non esiste ancora, ma anche resto di…

Poetarum Silva, in collaborazione con il Premio Didot, è lieta di annunciare un nuovo e significativo passo del proprio cammino di dialogo tra generazioni e scritture. Nell’ambito del progetto dedicato agli studenti dell’Istituto Antonio Meucci e del Liceo Manfredo Fanti di Carpi, la nostra redazione ha selezionato Clelia Ciccarelli, studentessa della classe 4ªG dell’Istituto Meucci.…

A cura di Bernardino Nera e Floriana Marinzuli Brian Patten, uno dei tre celebri Poeti di Liverpool insieme a Roger McGough e Adrian Henri, è scomparso il 29 settembre all’età di settantanove anni. Poeta profondamente legato alla sua città natale, Patten seppe dare voce alla malinconia e alla tenerezza dell’amore, diventando una delle figure…

A cura di Annachiara Atzei “dal mezzo della luce frontale confine verticale nei cunicoli della mente estensione orizzontale dal condotto solitario busto d’albero” Jonida Prifti, Sorelle di confine Il confine è una zona di contatto in cui la poesia si muove. In Sorelle di confine (Marco Saya) – in corsa per il Premio…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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