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di Eleonora Tamburrini L’occhio, il dettaglio, il falso, la vita «Faire de la peinture», annovera Georges Perec in una delle sue celebri liste, precisamente quella delle trentasette cose da fare prima di morire.1 E benché il proposito resti irrealizzato, non si può certo dire che la pittura sia rimasta ai margini della sua opera, tanto incessantemente ne…
«Il suo buio primitivo»: dentro la poesia di Milo De Angelis L’ultimo appuntamento con “dieci minuti di pordenonelegge” vede un ritorno molto gradito nel nostro blog: quello con la poesia di Milo De Angelis, che è già stata ospite di alcuni post pubblicati da noi nel corso dell’ultimo anno a cura di Francesco Filia. Li rilancio: Intervista…
Giovanni Raboni, La conversione perpetua e altri scritti su Marcel Proust, Monte Università Parma Editore, 2015, € 15,00 Una lettura in tre punti 1 – L’amore È un libro d’amore, questa Conversione, o meglio, un atto e una dichiarazione d’amore. Poteva intitolarsi anche, perché no?, “La conversazione perpetua”: Raboni ammirato che osa (chissà se…
You can’t repeat the past (F. Scott Fitzgerald) Giungevo ieri, dopo un excursus diaristico (e un po’ romantico) a dire che la poesia a pordenonelegge può stupire. Quello che propongo nei “dieci minuti” di oggi, è una lettura poetica con le voci di Maria Borio, Roberto Cescon, Tommaso Di Dio, Carmen Gallo, Bernardo De Luca,…
stand still and think: till all agony has me bethink: you are a friend, truly friend shimmering in the light. pause now on a brink: till all the agony has poured its slender self down, this hill which is my belief you think: to hell’s care, this her bright new face, her turnip hands, her…
Tema . perché è la luce che fa vedere il buio: basta guardare ancora, non stancarsi, aprire ancora gli occhi – se non c’è luna piena, se non c’è luce di lampioni, di fari, di fanali, c’è sempre qualche luce, qualche luna, e se l’aspetti, poi la vedi ancora, la nuvola di notte che non…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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