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Cosa vuoi tu se io voglio te Non sono più tornata dal dr. Lisi dopo le vacanze di Natale, l’ho lasciato così, scomparendo; il filo sottile che separa un abbaglio da una spiegazione logica delle sequenze razionali di un evento è, in assenza di cielo, un luogo infinitamente piccolo dove si annida il bene. Lo…
NATALE ERA TANTO TEMPO FA A Natale papà metteva le luci colorate sull’abete davanti casa. Si vedeva dalla strada, anche nelle giornate di nebbia, sembrava un fantasma a luci intermittenti accanto al profilo fumoso della nostra vecchia casa, nella bassa. Mamma e nonna passavano giorni interi a preparare la sfoglia per i tortellini, il ripieno,…
Una mattina d’inverno (Natale 1985) Non mi pento di aver fatto il militare, me ne pentirei se a militare non avessi fatto parte della truppa… Max Frisch, Libretto di servizio Babbo Natale ci portò in regalo una bianchissima coltre di neve. Subito dopo la sveglia, dagli stanzoni e lungo lo stretto corridoio si…
Vittorio Sereni Discorso di Capo d’Anno (1939)* . Mi è insopportabile il Capo d’Anno a casa: e proprio per la ragione contraria a quella per cui tutti emigrano, per l’impossibilità di considerare questo come un giorno qualunque. Perché in città ve lo fanno passare come una specie d’obbligo di non battere a nessuna porta, di…
Cerca il Decumano La velocità è sopravvalutata. Siamo d’accordo. Questo però non giustifica che uno, per fare quattrocento metri a piedi, ci metta quasi tre ore. In zona pedonale, tra l’altro. Va bene che è la Vigilia di Natale, ma il flusso è meccanico, ripetitivo: l’ennesima replica de Il Natale in città. Penso ai cecchini.…
L’AMANTE DI BABBO NATALE L’amante di Babbo Natale prese il primo pullman per il deserto, solo una valigia nella mano. Alla prima sosta non c’era niente. Un bar, una cabina telefonica e uno sconfinato nulla in ogni direzione. I passeggeri assonnati scesero tutti per fumare e andare in bagno. Mentre ascoltava la linea suonare a…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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