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angelo maggi s’imbandiscano tavolate di silenzio su di un terreno che non sia di sabbia! celebrarsi in automatico progressivo è come un abito che non indosso, un’ondata che non inzuppa il corpo, piume che non solleticano voli, solo distanza. ed allora sotto la pioggia! ché le sue gocce sono di natura benigna, detergente di stoviglie e pensieri, gli stessi con cui ci si nutre, spesso gratinandosi col niente. troppi plausi agli incroci casuali, salotti ricavati sotto semafori a ritmo alternato. meticolosa ricerca divisa a strappi coprendo di cenere i capelli del…
12/09/’07 a dl Perché parlarne? Restano,d’accordo,ma esausti per continue richieste d’infinito silenziano i libri,la mente non pronuncia voto di obbedienza- guardali pure i venti ringhiosi,le brezze rinfrescanti, ma non schierarti: non ha prestigio,nome da difendere, non le importa se eccentrica la pensano o bislacca- parla da sola luce, a volte ride. 25/11/’07 a C. Rinnegano…
Questo mio bacio accogli sulla fronte! E, da te ora separandomi, lascia che io ti dica che non sbagli se pensi che furono un sogno i miei giorni; e, tuttavia, se la speranza volò via in una notte o in un giorno, in una visione o in nient’altro, è forse per questo meno svanita? Tutto…
Quando Adorno scrisse «La critica della cultura si trova dinnanzi all’ultimo stadio di cultura e barbarie. Scrivere una poesia dopo Auschwitz è barbaro e ciò avvelena anche la stessa consapevolezza del perché è divenuto impossibile scrivere oggi poesie», non aveva ancora fatto i conti con la poetica di Paul Celan, con quel “ciò che è…
Notte d’insonnia – Osip Mandel’stam Notte d’insonnia. Omero. Vele tese laggiù. Ho letto, delle navi, fino a metà il catalogo: questa lunga nidiata, questo corteo di gru che dall’Ellade un giorno si levò e prese il largo. Cuneo di gru diretto verso estranee frontiere – bianca spuma divina sulle teste di re -, per dove…
Qui per chi volesse porgere l’orecchio ad una voce contemporanea, a mio avviso, davvero interessante e particolare.

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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