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  • Lama

      lama con nodi doppiati d’amaro s’incunea iniqua todiante in opposto limite subitanea mentis se pure il dito incide violando su crampi pungenti                     [senti la voce china                       chiassosa col pianto sul sasso]                     pur sapendo oltre limite                     ambiguo                     lama lama e saccarosio                     saccarosio su lama                     limitando il sanguinamento                    …

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  • luna diciassettesima terza

    luna diciassettesima terza incorporando speri  –  menti mond’o immond’e quas’all’uno d’entintern’e all’altro sì congiunto dentr’estern’e riparappar’e par’e spar’in tondo? o sterneterno  –  l’url’o muto? munch munchausen: desiderj pers’o presi, per il codino tiran tesintesi  – la sintesi! scolpend’a’dom’in crunch oblichi, bilichi le rett’o ‘ncurvi incognite: la derivata  –  l’una, ell’altr’insiem’alle’o’l son di, fun’a funzione data,…

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  • Longitudine

    mare d’ignota percorrenza un gradino in cambusa al terminare scale o capitano ascoltavi deliri e riposavi all’ombra di te stesso. Io raccoglievo in fogli e paratie la mia vita sommersa sognavo di remare alla catena e nell’affanno della latitudine mio capitano cartesiane e trigoni non consentono attracco. Appoggiami l’orecchio sulla vita trentatre sessantaquattro mille mi…

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  • Due poesie di Giuseppe Barreca

      La carovana delle malinconie   I) Prima del passaggio Una riflessione che non va giù, e galleggia in gola, senza pietà. La stazione deserta, spenta, inerte e la noia distinta dell’ignoto bacia i semafori verdi. Ma i treni non sanno più muoversi, come me. E allora io adagio questo mio tormentato presente su una…

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  • Il ritorno nell’utero – racconto di Giovanni Chiappisi

      Quando capì che la sua ora stava per arrivare, per prima cosa esorcizzò la paura dell’ignoto facendo un po’ di conti. I medici gli avevano dato due mesi di vita, al massimo tre. Giorgio, 60 anni ancora da compiere, aprì un cassetto e tirò fuori un’agenda, una di quelle in finta pelle che regalano…

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  • Sembrava – di Maria Grazia Galatà

      sembrava leggera la mano schiusa socchiudendo la porta appena appena isolata isolanti e trambusti di voto tra poco è sera saremo lontani manto montato al calante di tuoni miei e tu che m’abbracci il silenzio giurato al freddo d’abito                         dubbioso salino silente e quel miracolo istante apparente aderenza sincronica distonia [I never gave…

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Il podcast   

Nulla di vero è stato mai completamente reale.

Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione. 

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