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Ogni nuovo libro è sempre una nuova partenza, anche quando i versi possono dare l’idea di un approdo definitivo dopo aver compiuto un certo percorso. Ma se si decide di scostare a poco a poco la polvere posatasi sui giorni, allora ciò che ne risulta, ciò che (ri)emerge è il segno nuovo. Doso la polvere…
Ho spesso parlato in questo blog di corpi frammentati, che si possono comprendere soltanto se guardati come fossero anche prismi dalle tante facce, e dunque ogni faccia fosse in grado di restituire una propria dignitosa sostanza. Di corpi che si spezzano ho parlato meno, ma è questo il tema dell’incontro tra Alice Banfi e Michela…
La rubrica prende il nome da un testo del 1976 di Reiner Kunze, Die wunderbaren Jahre, Gli anni meravigliosi. Si trattava di prose agili e pungenti, istantanee veritiere – e per questo tanto più temute – su diversi aspetti della vita quotidiana dei giovani nella DDR degli anni Settanta. Come ricorda Paola Quadrelli nel bel volume «Il partito…
Da Finìo de zogar, edizioni Il Ponte del sale 2012 Da picolo no go mai scavalcà i mureti né slargà da sóto le redi par entrar ne i orti a rubar l’ua o i àmoli rampegà su i alberi. E sì che l’orto quelo più grando lo gavevo là – de là da i…
Solo 1500 n. 72 – Un noto sconosciuto L’uomo seduto allo smistamento della metropolitana, alla fermata Duomo, ha i baffi. A pensarci bene, questo è tutto quello che so di lui. Se, però, rifletto, so anche qualcosa in più. So, ad esempio, che indossa un maglione, rosso scuro dell’Atm, sopra una camicia celeste e un…
Giorgio Ficara, Montale sentimentale, Venezia, Marsilio 2012 Nella celebre Introducción sinfonica alle sue Rimas, Gustavo Adolfo Becquer, scriveva che «da un momento all’altro lo spirito può slegarsi dalla materia per innalzarsi fino a regioni più pure», a significare un passaggio dal qui e ora verso un altrove. In Montale, invece, è la ininterrotta partita tra…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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