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A mia madre Quando tornerò sarà notte fonda Quando tornerò saranno mute le cose Nessuno m’aspetterà in quel letto di terra Nessuno m’accoglierà in quel silenzio di terra Nessuno mi consolerà per tutte le parti già morte che porto in me con rassegnata impotenza Nessuno mi consolerà per quegli attimi perduti per quei suoni scordati…
Di SONIA CAPOROSSI La mia pelle Guaina di carne Sensazioni fluidificate È composta dal miracolo Dei suoi strati – arcobaleno Specchio infranto e disagiato Di sostanza immateriale Ciò che noi ricchi mortali Conosciamo sordamente Come scudo antidolore che desquama tristemente nell’orrore
In uno scritto del 1957 dal titolo “Prolegomeni a un’attività artistica” comparso sul catalogo di una sua mostra, Piero Manzoni esordisce così: ”Oggi i concetti di quadro, di pittura, di poesia nel senso consueto della parola non possono più avere senso per noi…”. Il termine “poesia”, inserito nel contesto, rischia di passare inosservato se non…
Francesco Filia – La Neve – Fara – 2012 – euro 11,00 Quando si recensisce un libro, soprattutto se di poesia, si cercano al suo interno alcuni versi che possano sintetizzare e, allo stesso tempo, introdurre la raccolta poetica in questione. È molto difficile scegliere anche un solo verso che si presti al gioco del…
2 Uscendo dall’aeroporto di Catania la prima cosa che vedo è una stella cadente che passa da sinistra verso destra, per poi scomparire nell’azzurro scuro del cielo. “Hai visto la stella cadente lì davanti, l’hai vista?”, mi chiede. “È o non è una metafora perfetta per il Pd?”. Poi ride e io con lui. Le…
Proponiamo questa scelta di testi in traduzione da L’iris selvatico (Giano 2003) di Louise Glück, autrice statunitense di grande rilievo che in Italia non ha ricevuto abbastanza attenzioni. L’iris selvatico, che ha vinto il premio Pulitzer per la poesia nel 1993, è un ciclo di liriche che si affratella alla grande tradizione metafisica inglese, intonando ogni…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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