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tra la veglia del mondo e il sonno della luna pulsa un arto staccato un polso di natura sconosciuta è alta l’urna notturna è strappata l’atavica livrea del buio che ci serviva è sepolta viva la dubbia fedeltà dell’ombra l’occhio che qui covava un sogno basso di mondo è schiuso adesso a un’altra sete sugge…
o ci eravamo forse conosciuti sull’istmo, sulla lingua terrestre che parla e pronuncia due mari: zone di tutti i giorni, costola di significati sassosi, passaggio frustato dalle correnti: ma certo in mare aperto tutto sarebbe parso più sicuro, meno complesso, ma intricato e oscuro: qui però mi sentivi inammissibile, risfolgoravo a tratti nelle tenebre, ero…
La vestaglia, lavata, rilavata, uno straccio: ma la sporcizia dura, è ormai intessuta dentro. Sotto il petto, una spilla di sicurezza. La sarta, bonacciona, con preoccupazioni igieniche, mi dice che ha bollito ogni cosa… Sarebbe facile, dunque, l’ironia su questa miseria ricostruita con accanimento, con dolcezza, e Pasolini che fa addobbare di altri stracci…
Il Teatro Valdoca di Cesare Ronconi torna a Forte Marghera domenica 15 luglio per La perfetta veglia, apertura al pubblico conclusiva del laboratorio che, per il quinto anno consecutivo, si è svolto negli spazi di C32, sede dell’associazione Live Arts Cultures. Un percorso per 15 giovani attori, performer e musicisti guidato da Cesare Ronconi,…
Luca Pizzolitto, Dove non sono mai stato, Campanotto Editore 2018 Una fune che muta d’aspetto e di natura – elastica e tesa fino all’insopportabile, sottilissima e irta di nodi complessi – si aggira tra i poli dell’alba e dell’imbrunire, delle partenze e dei ritorni, dei distacchi laceranti e degli approdi lucenti di gratuità: questa…
.. C’è qualcosa di potentemente solitario nel primo libro di Giulia Scuro (Sedute in piedi, Oèdipus, 2017), sia rispetto allo scenario poetico odierno, sia per la situazione proposta, cioè il luogo della confessione laica per eccellenza, il chiuso delle sedute di analisi. Una doppia solitudine dovuta alla stessa operazione, spingere il confessionalismo alle estreme conseguenze…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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