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La deriva è il mio focolare La deriva è il mio focolare. Su ogni grembo si posa una tomba che gonfia il ventre trasudante di vita e spinge fuori il corpo mortale che nulla può contro la gravità e il suo destino. * Ti battezzo nel nome della vita Sul mio capo che pende assonnato…
Ora dormi, dormi, Cuore inquieto! La voce che grida “Ora dormi” La sento nel cuore. La voce dell’inverno S’ode alla porta. Oh, dormi, che l’inverno Grida “Più non dormire!” Ora il mio bacio darà Quiete e riposo al tuo cuore Ora dormi, dormi in pace, Cuore inquieto!
Stephen Dobyns (1941- ) ha attraversato quasi tutti i generi di scrittura: dalla saggistica al thriller, dal giornalismo alla poesia. Il fantastico – talvolta orrorifico, il ridicolo e l’assurdo veicolano insolite riflessioni sulla vita, metafore centrifughe dei sentimenti umani, allegoria postmoderna della poesia stessa o di ciò che oggi, della poesia, rimane. E Stephen Dobyns…
È il primo bacio, quel magico contatto di labbra a dare le risposte all’attesa amorosa: un gesto semplice, carico d’aspettative, denso di delizie, ma anche naturale, arcano, intimamente istintivo … le labbra si sfiorano, assaporano la pelle dell’amato/a parlano e rispondono al mistero della passione, della fame e dell’amore. Freud diceva che “il bacio è,…
acqua- ttato su un ramo a testa in giù attendo che il mondo si metta a sedere sulle ombre che fioriscono finalmente ferme a volte risorgo alle mie spalle per cogliere la vita in flagrante: striscio in silenzio tra i n n u m e r e v…
“Mi chiamo Eva, io, al cospetto della luna ora nel momento d’un secondo passato… a baciarti tra le foglie mi ritrovo addosso profumo intenso di stagione nell’intarsio delle note a cui chiedo di portarmi a spasso nell’oro del tempo si abita in risposta d’un non-sense per la parola “esistenza”… (e non è altro che fuggitiva bocca su cui porgere le mie guance nell’infinitesima pausa) mentre tutto scorre…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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