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Non può essere che una data spostata (ti scrivo Geneviève perché sono tornata) ad incollare al cuore il manifesto stretto, di cuore, benedetto (ti scrivo Elisabeth nella notte del preciso) e perdere il senno, possono, le titubanti creature che scorrono nelle monde dune, il fondo di ella abbioccata a qualche rivista scema della pena (ti…
E, come una signora morente emaciata e pallida, che innanzi barcolla, nascosta da un trasparente velo, fuori dalla sua camera, guidata dai folli e flebili deliri del suo cervello snervato, l’animo si levò nel tenebroso est, una bianca e informe massa. Sei pallida perché sei stanca di scalare il cielo e fissare la terra tu…
Era soltanto un anno fa. Voi, che giustamente coltivate la memoria, celebrando giorni della memoria e del ricordo, di eventi che non avete visto, memoria dei vostri padri, perché voi non c´eravate ancora o, al più eravate bambini, voi siete in grado di ricordare anche l´ieri? O la vostra memoria soffre di quella malattia senile…
Guardami affissa in rami di spezie freddi gl’inverni sugli occhi ogni parola mi nevica dentro in cava scavata dalle tue labbra che strusciano lente i feroci silenzi E ferma l’appiglio si mostra biancosporco sodo sotto i piedi infilati a chiodo e quando l’aria ritorna a fischiare tu mi rivolti i guanti baciando il polso ritratto…
Manuela Dago, ecco una che lascia il segno. Consiglio la lettura di queste poesie. Scrittura che tocca, prende allo stomaco. Roba che non dimentichi. **** ANELLI SENZA DITA I corpi sono tronchi in cui puoi vedere gli anni a venire. I nostri piedi sono le scarpe di chi ci ha alzati per le braccia e…
“L’arte è l’invocazione angosciosa di coloro che vivono in sé il destino dell’umanità. Che non se ne appagano, ma si misurano con esso. Che non servono passivi il motore chiamato “oscure potenze”, ma si gettano nell’ingranaggio in moto per comprenderne la struttura. Che non distolgono gli occhi per mettersi al riparo da emozioni, ma li…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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