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Edizioni aisara 2008 * La notte a volte si allenta scivolando come un panno dal giro della vita sfilacciando la cintura del sonno e sbottonando con l’occhio l’orologio. E’ lì che tra i livori della veglia con candida e evidente ipocrisia si accampa la ridcula scusante di attendere con ansia il giorno nuovo. Si accozzano…
Dei miei dieci anni ricordo poche cose, ma una mi è rimasta impressa. Riguarda le curve di quelle strade di campagna poco illuminate, quelle curve in cui camminavi con gli amici verso sera e ti venivano incontro decine e decine di lucciole. In città non si vedevano, in città si fatica anche solo a vedere…
Xavier Bovet. Molte voci giravano sul suo conto. Uomo colto, di ampie vedute e pochi scrupoli. Grazie alla coltivazione della canna da zucchero realizzava il leggendario rum Les Caméléons, vera delizia per quei pochi che potevano permettersi di spendere l’esorbitante cifra che nessuno, qui a Port de Paix e in tutta Haiti, avrebbe mai potuto…
Le lezioni di piano erano le uniche carezze che sua madre continuava a dargli ogni tanto. Quelle che lei aveva fatto in tempo a regalargli da bambino, prima di scappare con il tizio che aveva bussato alla porta una mattina per vendere saponette e che aveva finito per lavare via da casa sua una buona…
edito LietoColle, 2011. La Puglia qui esonda, ed è tutta nei versi, nelle mani umide di lacrime-terra-sangue. La parola è feroce, arriva dritta senza scorciatoie, sovversivamente civile, piena di quell’assolutezza che dona al lettore, eppure scava, fino a creare baratri emotivi. La poesia di Nàtile è un misto che accarezza la terra, parlando al lettore con…
Francesca Genti – La febbre – ed. Castelvecchi – 2011 Giochiamo con i cani: il primo di noi che conta cento cani morti vince. Io sono a ottantasette, sto vincendo. Andrej è a quota trenta. Il vecchio Astrologo ne ha contati dodici, ma lui non fa testo, è cieco. Quando ho chiuso il…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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