CENSURED – V. M. 18

CENSURED – V.M.18  ©

Soggetto, testo e regia di David Berliocchi e Nicola Cesarotti.

Censured – V.M. 18. To censure significa “censurare, criticare duramente, punire, accusare, smascherare, condannare, biasimare”, è inteso nelle tre forme verbali attiva, passiva, riflessiva, riferendosi ai personaggi, ai loro trascorsi di vita e ai fatti da loro denunciati.
Binari doppi, di vita e di non vita. Di giorno A, di notte Z.
Parole che non sei mai riuscito a dire, segreti inconfessabili che logorano l’esistenza, dolori ricacciati giù in fondo alla coscienza che riaffiorano e ti tormentano come l’ombra che ti segue finché non cala l’oscurità, testamenti di dolore che nessuno ha il coraggio di ascoltare, spaccati di esistenze in bilico tra la follia e la ragione, diversità che, alla fine della fiera, ci rendono angosciantemente uguali, con la nostra disperazione, con la paura, il marchio della condanna, della solitudine.
Cinque personaggi in cerca di… Amore? Attenzione? Espiazione? Redenzione?
Soggetti di un dipinto dalle tinte forti, estreme, si raccontano in un’atmosfera tra il serio ed il faceto, tra il sogno e l’incubo, tra la vita e la morte, messaggeri di denuncia sociale, vittime e carnefici, Invisibili disposti a tutto, anche all’estremo gesto, schiavi del proprio bisogno irrinunciabile di affermazione umana.
Un ironico e drammatico gioco al massacro. Comune denominatore: un luogo della vita di tutti i giorni che, al di là di ogni differenza politica, sociale, di pensiero, sessuale, di razza, ci rende dannatamente identici e nel quale, al riparo da occhi indiscreti, tutto, proprio tutto, è possibile.

Nicola Cesarotti                                                                                        David Berliocchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

– Invisibile. Vorreste darci la vostra interpretazione in merito a tale definizione?

Colui che, intrappolato nella troppa normalità è prigioniero e protagonista nel proprio “microcosmo” che si è creato e che cura e preserva con precisione maniacale ed in cui si sente protetto, per fuggire da una realtà che lo percepisce a stento e che altrimenti non gli offrirebbe alcuna collocazione umana e sociale. Tolto dal suo contesto, a contatto con la realtà e la società, è potenzialmente pericoloso, anche se non malvagio, poiché vittima di intime insicurezze e frustrazioni. Nel raro confronto con gli altri è ossessionato dal terrore di essere sopraffatto dagli abusi, dalle umiliazioni e dalla crudeltà che, a causa del suo vissuto, non può fare a meno di vedere in ogni singolo volto.
Nonostante tutto è attratto dalle vite degli altri vivendone, lui, una del tutto inventata, perciò tenta di assorbirle, non visto, nell’ombra del silenzio, e di farle proprie, lasciandosi vivere da esse.

– Un testo, quello di Censured – V. M. 18, che profuma d’esigenza intima condivisa. Quale meccanismo vi ha portato a concepire una rappresentazione di questo tipo?

David: “una profonda fame estetica, edonistica, artistica che solamente un tipo di spettacolo “al limite” come CENSURED – V. M. 18 può soddisfare attraverso una regia folle, visionaria, un testo senza remore né tabu, ed una performance da attore che mette alla prova totalmente. Una piece che fa della provocazione, della passionalità, dell’irriverenza, la sua cifra stilistica, il suo marchio. Nel triplo ruolo di attore, drammaturgo, regista ho la possibilità di vivere sulla mia pelle emozioni, sensazioni, viaggi estremi. CENSURED – V. M. 18 mi stava aspettando da tempo”.

Nicola: “é stato uno sfogo emotivo e interiore, cose che volevo esternare da molto e che non riguardano solo me ma anche situazioni e vissuti di persone che mi e ci circondano che mi hanno toccato in qualche maniera e che nel testo vengono esasperati”.
Per entrambi “Censured – V. M. 18” è una denuncia sociale e umana che prescinde, almeno da parte nostra, da contenuti politici e politicizzati, anche se i contesti sociale e politico vivono in stretta simbiosi. Non c’è necessità di giudizio o schieramento dalla parte di qualcuno o di qualcosa. Sarà lo spettatore, attraverso il proprio pensiero critico e la propria sensibilità, a maturare una personale chiave di lettura.

– La locandina dello spettacolo riporta un singolo appuntamento già avvenuto il 21 maggio scorso a Perugia. Prevedete repliche e dove avete programmato di tenerle?

Abbiamo grandi aspettative per “CENSURED – V. M. 18” e sentiamo fortemente viva in noi l’esigenza di portarlo in scena in tutta Italia, così, ci impegneremo affinché, a partire dall’autunno prossimo, lo spettacolo possa prendere vita su palcoscenici e sale teatrali delle città più importanti del paese, sensibili e disponibili ad accogliere questo particolare modo di fare teatro,.
“Una neo-avanguardia diretta, che arriva allo spettatore in maniera comprensibile, senza raggiri e luoghi comuni intellettuali” è, tra gli altri, uno dei pareri che ci è arrivato da un’importante figura del panorama artistico nazionale (e non solo) che ha colto perfettamente l’essenza e il fine del nostro progetto teatrale e che, a nostro sentire, ci rispecchia maggiormente.

– Vi ritenete soddisfatti del lavoro svolto e di come è stato accolto a Perugia?
Quale la reazione apparente nel pubblico?

Mai abbastanza: siamo artisti che pretendono sempre il massimo da se stessi, umanamente e professionalmente, e viviamo ogni rappresentazione teatrale come un’ulteriore occasione di scavare in profondità per poter arricchire ogni volta lo spettacolo di nuove sensibilità e sfumature che rispecchiano lo stato emotivo di quel particolare momento della nostra vita, essendo esseri umani ed artisti in continua evoluzione e ricerca.
In generale, il nostro livello di appagamento e gratificazione non è dato esclusivamente dal riscontro positivo dello spettatore, che è sicuramente molto importante, ma anche dall’intensità e dall’energia con cui viviamo la piece da personaggi/persone.

Il pubblico era diviso: da una parte, grandi e ottimi consensi su testo, regia ed interpretazione; dall’altra, distacco di alcuni, soprattutto per le tematiche affrontate, di altri, per uno stile non fruibile nell’immediato poiché la trama risulta scandita attraverso complesse dinamiche sceniche, visioni e confessioni non da tutti “digeribili”.

– Cosa vorreste che restasse nell’anima dello spettatore dopo avere assistito a Censured – V. M. 18?

Vorremmo che lo spettacolo innescasse nello spettatore, nel bene e nel male, un processo di sedimentazione, rielaborazione, riflessione su ciò che ha vissuto, visto e sentito a teatro e che lasciasse un segno emotivo in ognuno così che possa scegliere una propria via d’interpretazione.

– In questa esperienza vi siete cimentati, oltre che nella stesura e regia, anche nell’interpretazione. In quale delle tre fatiche vi ritenete meglio rappresentati?
Il vostro futuro prossimo lo immaginate in veste di autore, regista o attore?

Nicola: come drammaturgo.
David: come regista.

Insieme e singolarmente, stiamo già lavorando e lavoreremo a nuovi importanti progetti artistici che abbracciano tutte e tre le vesti.

– Il percorso preciso che vi ha portato al teatro?

David: la Scuola del Teatro Stabile dell’Umbria (Centro Teatrale), diretta in maniera eccellente da Roberto Ruggieri, straordinario regista, maestro e uomo, è stato sicuramente il percorso artistico, la via preferenziale per affacciarmi al meglio, come attore professionista, sul panorama teatrale nazionale.

Nicola: indirettamente, tramite corsi e scuole private e seguendo e appassionandomi al tipo di percorso artistico di David.

– David, autore che in questa occasione ha voluto comunicare alcuni degli innumerevoli percorsi del dolore, il silenzio dentro il quale viene perlopiù trattenuto, e la ferita che non vuole rimarginarsi senza l’adeguata cura, hai deciso di rivolgerti in modo diretto più alle vittime o più agli aguzzini?

In primis alle vittime per poi scoprire che spesso sono anche carnefici… di loro stessi.

– Un’anticipazione da regalarci?

Oltre, come già anticipato, alle repliche di Censured – V. M. 18, visti i consensi ricevuti, sono previste anche repliche dello spettacolo di teatro, danza, canto e musica “My funny Valentine”, per la regia di Nicola Cesarotti, che vede come protagonista David Berliocchi, nella doppia veste di attore e cantante, insieme ad un cast di altri validi interpreti.

Stiamo poi terminando la stesura di un altro testo teatrale che sicuramente non lascerà indifferenti sia per allestimento scenico, ma soprattutto per i temi affrontati che toccano una cruda realtà che ha lasciato il segno…

Parallelamente stiamo lavorando alla messa in scena di “Toccati dal fuoco”, per la regia di Nicola Cesarotti, un cast completamente costituito da attori-cantanti, tra cui David Berliocchi (aiuto regia e adattamento testi), che debutterà il 24 settembre 2011 nella splendida cornice del “Teatro degli Illuminati” di Città di Castello (il cui intero ricavato sarà devoluto all’A.A.C.C. – Associazione Altotevere Contro il Cancro) e per il quale sono previste altre repliche a livello nazionale.

Lo spettacolo è un tributo ad Anita Bucchi, una delle più rilevanti sensibilità del panorama artistico e coreutico nazionale ed internazionale contemporaneo e che ci ha lasciato prematuramente nel 2004.

Con grande orgoglio ed entusiasmo, rendiamo noto che lo scorso 8 giugno 2011, in occasione dello spettacolo “Peer Gynt”, che ci ha visto protagonisti come attori e co-registi, è nata “VISIONARIA”, scuola di teatro, canto e musica (all’interno della storica e prestigiosa scuola di danza classica e moderna di Alessandra Carmignani) nonché associazione culturale che prevede, tra l’altro, la nascita di una futura compagnia artistica.

Buon lavoro a David e Nicola e naturalmente,  per loro,  merda merda merda!

 

 

 

 

5 commenti su “CENSURED – V. M. 18

  1. Vi aspetto a Roma!
    O sarà uno di quei casi in cui sarà un piacere spostarsi per andare ad assistere ad una piece che sarebbe un peccato perdere.
    Grazie, Clelia, per questa intervista e a Davide e Nicola.
    Intanto, merda, merda, merda per tutti i vostri progetti.

    elisabetta

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    • Grazie di cuore Elisabetta. Ci stiamo impegnando, io e Nicola, per creare una valida tournée in Italia in teatri e sale teatrali “adatte” ad uno spettacolo così estremo.

      Sarebbe bellissimo averti tra gli spettatori!

      Merda merda merda! Grazie di cuore a Clelia per la professionalità, la disponibilità, l’estrema simpatia con cui mi ha accompagnato per mano lungo questa meravigliosa intervista.

      Un abbraccio.

      David Berliocchi

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    • Felice che ti piaccia Gianni, il merito è tutto di Clelia e della sua stravagante professionalità.

      Sicuramente lo spettacolo è interessante e spero di averti tra i miei spettatori.

      Grazie a te.

      Un caro saluto.

      David Berliocchi

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