Eleonora Pinzuti

Eleonora Pinzuti – I PONTI DI KÖNIGSBERG

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Eleonora Pinzuti
I PONTI DI KÖNIGSBERG

(Premio Russo Mazzacurati – selezione 2012)

Il problema dei sette ponti di Königsberg è un problema ispirato da una città reale e da una situazione concreta. La città di Königsberg, già facente parte della Prussia Orientale ed ora chiamata Kaliningrad ed exclave della Russia, famosa per aver dato i natali al filosofo Immanuel Kant (1724-1804) e al matematico David Hilbert (1862-1943), è percorsa dal fiume Pregel e da suoi affluenti e presenta due estese isole che sono connesse tra di loro e con le due aree principali della città da sette ponti. Nel corso dei secoli è stata più volte proposta la questione se sia possibile con una passeggiata seguire un percorso che attraversi ogni ponte una e una volta soltanto e tornare al punto di partenza.

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:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Passaggio Primo
:::::::::::::::::::::::::::::::::::Introibo (a doppio passo)

Indietro

Come gli Etruschi
che, chiudendo la tomba al defunto,
spezzavano un manico della coppa
giunto il punto corrusco del nec plus ultra,

così fa il tempo.

Solo senza tracce evidenti,
più in silenzio.

Fra queste linee strette sono già passata.
Per me è impossibile
altra andata.

**
Avanti

S’è fatto tardi.

Guardo le rughe inscritte
sul volto, cartigli a regalo di me
e del conto offerto ad altri.

M’imbianco rata a rata
in questo inverno muto,
tanto che Stefano, l’Ermete
Trismegisto parrucchiere,
mi dice: «da novembre ti sei innevata»
(con fare serio da furiere).
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::::::::::::::::::::::::::::::::::::Passaggio Secondo
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Aἰνίσσομαι (enigmi)

Chissà come stanno quelli
che sono in pari con la vita.

Che a ogni scommessa o partita
hanno vinto senza il nero delle torme,
le ossa dolenti delle dita,
le somme mai tornate indietro.

Quelli che si sono sempre sentiti
a posto, con l’abito su misura,
il cappotto ben disposto sulla
sedia del salotto,

la riga perfetta
della scriminatura.

:
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Passaggio Terzo
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::I ponti di Königsberg

(Budapest, 2009)

Il Ponte delle Catene
l’ho fatto barcollante, a stento.

In bocca il sapore amaro di una Gauloise
rossa accesa controvento.

Ti pensavo, allora, ancora tanto.
Quel ricordo marcato bene
in fronte.

(arrivai all’altro lato, a Buda,
quasi senza fiato).

**
(Atene, 2003)

Guardavo il Partenone,
con Marco, la sera ai piedi
dell’Acropoli.

In mano il Motorola con quella foto
(scattata in fretta, fingendo una prova).

Ti sentivo nella brezza del Pireo,

fra le stelle della Grecia e il busto austero
di Adriano fisso al centro dell’ἀγορά.

Il mio capire, con preveggenza delfica,
che tu saresti passata,
(atrocemente)
di là.

:
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Passaggio Quarto
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Drop out

– io non lo sono,
nemmeno questo sono.
(A.M. Carpi)

Funzione retorica

Bisognerebbe scrivere al contrario,
mettere i punti alla fine,
o chiedere – se c’è – al narratore onnisciente

qualche dettaglio, un piccolo indizio
per biffare meglio.

Sapere insomma prima il trucco: se
ad esempio, sotto al frontespizio
o nella carta di guardia giace un
crittogramma che sciolga dalle morse,

o se, come il buon Julien Sorel,
di tutti non resterà che un forse.

:
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Passaggio Quinto

Morfologia della fiaba (Lady Oscar)

Sono oramai al di là dell’intreccio, del plot
a schidionatura.

Ho già pagato quel biglietto per uscire
dai nidi di ragno, dallo stagno secco
in cui, là in fondo, c’è ancora
quella boccetta, l’unguento
che doveva far avverare i sogni:

condurre finalmente
Oscar François de Jarjayes
sul cavallo bianco
da me bambina.

Ma mi svegliavo sola,
la mattina
:
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Passaggio Sesto
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Topologie

Si svuota la casa dell’infanzia,
i sorrisi di nonna,
la tenda bianca.
Pende ancora sul mare la corda del terrazzo.

Ma tutto si ferma, si congela,
si scioglie il fagotto che teneva
le memorie nell’angolo
lontano del salotto.

Viene deposto il riflesso e
inghiottito il tempo
di noi,
rimasto appeso
al quadro – sbiadito – dell’ingresso.

:
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Il punto di partenza
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::Teorematica
Il fatto è che si gioca sempre
con l’irreversibile, la freccia del tempo
che domina e precede.

Che, nella vita,
si recita a soggetto,
per teorema inscritto.

Senza una prova.
E, soprattutto,

una volta sola.

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Per una teorematica in versi. Nota
Questi testi cercano di raffigurare alcuni aspetti dell’esperienza calati, quasi a teorema, in un percorso testuale: da un lato il concetto di “tempo”, nutrito delle teorie narrative di Tabucchi e dall’“irreversibile” di Jankélévitch; dall’altro il problema del noumeno kantiano e della conoscenza come “enigma”. Come i ponti della città di Köningsberg sono sette, sette sono, à la Benjamin, i passaggi. Del resto, poiché lo stesso enigma di Eulero fa parte di quei giochi nei quali si procede senza staccare la penna dal foglio, alcuni richiami espliciti legano questi piccoli testi esperienziali alla grande letteratura, nel gioco delle parti in cui certe forme rappresentazionali passano fantasmaticamente dal mondo fittivo nella vita comune.

Nota biografica. Eleonora Pinzuti ha esordito in Nodo Sottile 3 (Crocetti, 2002) e suoi testi sono pubblicati e tradotti in riviste e miscellanee italiane e straniere . Nel 2012 I ponti di Königsberg sono segnalati per il Premio Letteratura Russo Mazzacurati. Ha pubblicato Esodi (in Poesia Contemporanea. Undicesimo Quaderno Italiano, Marcos y Marcos, 2012) ed è in corso di lavorazione, fra gli altri lavori in fieri, la raccolta poetica Con figure.

Qui puoi scaricare il pdf dell’articolo

POESIA TOTALE – ESC ATELIER AUTOGESTITO (ROMA)

POESIA TOTALE – ESC ATELIER AUTOGESTITO (ROMA)
 
 

 

Domenica 19 dicembre 2010
EscArgot / scrivere con lentezza 2010/11
@ Esc Atelier autogestito
via dei Volsci 159 (San Lorenzo) – Roma
http://www.escatelier.net/
dalle 18:00 (precise) alle 20:00
___________________________RIVISTE (RI)VIVONO

Ovvero: «la recente avventura della carta senza rete (ma anche con)». Si parlerà di nascita o rinascita e (felice) permanenza delle riviste cartacee di letteratura e/o di politica sul mercato, in connessione o in sconnessione con spazi on line. Coordina: Maria Teresa Carbone.

Intervengono:

alfabeta2 (Andrea Cortellessa)
Atti impuri (Sparajurij)
Il caffè illustrato (Gabriele Pedullà)
Il primo amore (Sergio Nelli)
l’immaginazione (Anna Grazia D’Oria)
Versodove (Fabrizio Lombardo, Stefano Semeraro)
e a seguire, dalle 20:30 alle 21:30
___________________________IN VOCE

EscArgot propone e presenta quattro voci inedite della nuova poesia italiana contemporanea:

ALESSANDRA CAVA
[introduzione di Vincenzo Ostuni]

SIMONA MENICOCCI
[introduzione di Marco Giovenale]

ELEONORA PINZUTI
[introduzione di Fiammetta Cirilli]

FABIO TETI
[introduzione di Giulio Marzaioli]