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– In una nuvola di fumo pensavo e ripensavo all’odore dell’India, il Pasolini che avevo letto senza più ricordarlo… Non India, qui, ma Nepal: lingua di terra inarcata, scala appoggiata al muro himalayano, ponte per il cuore dell’Asia. — Svastiche, rovesciate rispetto a quella nazista o anche esattamente nello stesso verso. Lo spettro dell’esoterismo,…
Osservare lateralmente le cose Officina di scrittura teatrale – TMO (Teatro Mediterraneo Occupato) ( a cura di Rosario Palazzolo Osservare lateralmente le cose. Questo dovrebbe essere uno dei compiti preliminari dello scrittore, e non farsi fregare dalla prassi, pertanto, dall’analisi condizionata dall’analisi, dal maremoto di ovvietà che stagna la vita dell’artista standard, con le…
C’è un’andatura, nella prosa di Agamben, che dispone il lettore alla consegna di ogni altro atto mentale. Anche nei suoi momenti più scorrevoli – perché di questo si tratta, nel nostro caso, di dieci saggi densi e complessi ma dall’incredibile limpidezza di lettura – una potenza ben dosata preme la pagina contro la retina,…
Le cronache della Leda #16 – Quando passeggio Vado a passeggiare, c’è un piccolo fiume appena fuori dal paese. È lì che vado a passeggiare, poco dopo l’alba, non tutti giorni, ma abbastanza spesso. Vado quando voglio pensarti, figlio, passeggio quando voglio ricordarmi. La luce rosa quella che siamo abituati a vedere nelle…
Nadia Terranova Scusi, lei ha votato? Signora, cosa le offriamo? Prosecco, grazie. Snack dolce o salato? Salato. Taralli o biscotti al rosmarino? Rosmarino. Ora mi chiede se il rosmarino lo voglio cinese o biorganico, sembra quelli che ti sfiniscono di domande sulla pizza al taglio: la taglio o la piego, la mangia qui o…
Treviglio, 25 maggio 2014 Queste sono alcune delle parole che Stefano Pini ha scritto, in accompagnamento ai testi che Mario Benedetti ha scelto di leggere: “L’incontro di oggi è nato, inconsapevolmente, una mattina d’inverno del 2008, quando presi in prestito in una biblioteca milanese Umana gloria, libro di Mario Benedetti edito nel 2004. Lo feci quasi per…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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