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«Il suo buio primitivo»: dentro la poesia di Milo De Angelis L’ultimo appuntamento con “dieci minuti di pordenonelegge” vede un ritorno molto gradito nel nostro blog: quello con la poesia di Milo De Angelis, che è già stata ospite di alcuni post pubblicati da noi nel corso dell’ultimo anno a cura di Francesco Filia. Li rilancio: Intervista…
Giovanni Raboni, La conversione perpetua e altri scritti su Marcel Proust, Monte Università Parma Editore, 2015, € 15,00 Una lettura in tre punti 1 – L’amore È un libro d’amore, questa Conversione, o meglio, un atto e una dichiarazione d’amore. Poteva intitolarsi anche, perché no?, “La conversazione perpetua”: Raboni ammirato che osa (chissà se…
You can’t repeat the past (F. Scott Fitzgerald) Giungevo ieri, dopo un excursus diaristico (e un po’ romantico) a dire che la poesia a pordenonelegge può stupire. Quello che propongo nei “dieci minuti” di oggi, è una lettura poetica con le voci di Maria Borio, Roberto Cescon, Tommaso Di Dio, Carmen Gallo, Bernardo De Luca,…
stand still and think: till all agony has me bethink: you are a friend, truly friend shimmering in the light. pause now on a brink: till all the agony has poured its slender self down, this hill which is my belief you think: to hell’s care, this her bright new face, her turnip hands, her…
Tema . perché è la luce che fa vedere il buio: basta guardare ancora, non stancarsi, aprire ancora gli occhi – se non c’è luna piena, se non c’è luce di lampioni, di fari, di fanali, c’è sempre qualche luce, qualche luna, e se l’aspetti, poi la vedi ancora, la nuvola di notte che non…
pordenone(legge) è una vecchia signora? Quando nel 2007 arrivavo a pordenonelegge per la prima volta, poco più che ventenne, con un piede dentro l’università e l’altro chissà dove, sul mio taccuino annotavo queste parole: «mi accorgo che pordenonelegge mantiene una propria specificità, forse un po’ ingenua, che i grandi festival letterari non hanno più: Pordenone è un…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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