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Le Lettere è una casa editrice che ho scoperto ai tempi dell’università, in quel periodo studiavo a Genova e in biblioteca prendevo spesso in prestito alcuni titoli non proprio necessari agli esami, erano testi consigliati e/o citati dai professori e che in qualche modo trovavo sempre più interessanti dei volumi messi in lista per l’esame…

Ci sono volumi che ti chiamano dagli scaffali della libreria. Sarà per la copertina, che li separa in piccole cellule e li rende unici, o per il risvolto, quelle poche righe che non sono nient’altro che una “lettera a uno sconosciuto”, come le definiva Roberto Calasso. È successo così per Ore perse – Vivere a…

Dalla finestra aperta entrò un sottile alito di vento che, timidamente, si mosse nella stanza vuota, in avanscoperta. Toccò le pile di libri ai lati del tavolo, i fogli sparsi con annotazioni e bozze di ritratti rosso sanguigna. Si posò sul vaso in ceramica bianca e celeste, regalo di qualche zia, che conteneva gonfie peonie…

«Abituati a credere nell’immagine, in un’idea assoluta di valore, il mondo ha dimenticato l’imperativo della Sostanza: non ti farai scultura né alcuna immagine, benché tu sappia che il compito consiste nel riempire la pagina vuota. Dal profondo del tuo cuore prega di essere liberato dall’immagine. L’immagine è una prigione dell’anima: la tua eredità, la tua…

È possibile, per le donne, guardarsi con occhi nuovi? E ha senso, oggi, interrogarsi su quale sia la differenza che le donne introducono nella società? Il vastissimo mondo dell’editoria prova a dare risposte a domande spinose, offrendo nuove chiavi d’accesso alla conoscenza di storie che dovrebbero riguardarci tutti. In un momento di grande attenzione alle…

“Mi segua” dice alla donna. Le fa strada in un corridoio in polivinilcloruro, le stanze sono chiuse con chiavistello e lucchetto. Ne apre una accessibile. Al centro ci sono un lettino, una poltrona e una pianta. Nell’angolo: un tavolino con bacinelle reniformi, aghi, siringhe, ampolle e provette; accanto, una cassettiera. Lungo una parete c’è uno…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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