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Di Giulia Bocchio L’addio ci pone di fronte all’impermanenza degli altri, ma è un termine difficile da maneggiare perché cambia volto a seconda del dolore, indossa maschere grottesche alle volte, altre si appoggia agli oggetti condannati alla polvere, ai quali ha impresso un’ombra, altre volte ancora appanna gli specchi con la nostra immagine lì riflessa…

Il racconto che presentiamo oggi appartiene alle categorie impossibili che amiamo accogliere: quel tipo di scrittura ibrida e allucinata che mescola poesia e teatro, sogno e realtà, luce e ombra. Danilo V Paris ci trascina in scenari teatrali immaginifici, assordando la pagina con voci metafisiche che riecheggiano da epoche lontane. I personaggi, più che figure…

A cura di Annachiara Mezzanini Identità Quel che passa attraverso i pori della pelle e il primo strato di grasso, contaminazione del mondo, si incanala tra i capillari e i frammenti di cellule. Assorbito dal sistema, raggiunge la scatola cranica e si insinua tra le pieghe della mente. Viscido, distrae tessuti e ossa.…

A cura di Annachiara Atzei La letteratura ha il potere di abbattere le barriere della norma, offrendo una nuova prospettiva ai dubbi più profondi, ridisegnando il profilo frastagliato di pensieri intrusivi e spesso invalidanti. Ma come si possono affrontare tematiche delicate come l’autismo, l’isolamento o l’incapacità di fallire nella società contemporanea attraverso la traduzione di…

Reticenze (Fallone Editore) è la nuova raccolta di racconti di Mauro Germani, settanta storie brevi, settanta frammenti di vita, istantanee narrative che si consumano nell’arco di una o due pagine e che esplorano il sottile confine tra ciò che si rivela e ciò che resta celato. Settanta voci si intrecciano in un coro frammentario: ciascuna…

Gli articoli di Camilla Cederna – scrittrice e giornalista fra le prime donne a laurearsi in Italia e a ricoprire un ruolo di rilievo nelle redazioni di testate i cui membri erano sempre solitamente uomini – estrapolati dalle pagine del giornale per cui lungamente scrisse, ovvero L’Espresso, sono come dei piccoli saggi di carattere socio-antropologico…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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