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Dove comincia il nostro patire – L’Epopea di Gilgameš
Continua a leggere: Dove comincia il nostro patire – L’Epopea di GilgamešDi Emanuele Macrì Quando si riflette sulle origini della letteratura, o su alcuni elementi di fondo di quella dimensione prettamente umana che è l’artificio del racconto, della narrazione, non è possibile trascurare quella che ad oggi è forse l’opera più antica giunta fino a noi, l’Epopea di Gilgameš. Si tratta di un testo filologicamente…
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Motorman: l’anatomia impossibile e postmoderna di Ohle
Continua a leggere: Motorman: l’anatomia impossibile e postmoderna di OhleDi Leonardo Di Giorgio Per introdurre il protagonista del suo romanzo d’esordio Motorman (Cantoni Editore), David Ohle, scrittore statunitense nato nel 1941, affida l’ingresso in scena al corpo: «All’epoca il petto di Moldenke conteneva due polmoni e un unico cuore. Aveva avuto un’infanzia abbreviata, una quantità di gioventù e spensieratezza modesta»1 . Una sorta di…
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Just dropped in – Intervista ad Andrea Crisanti de Ascentiis x Ago Edizioni
Continua a leggere: Just dropped in – Intervista ad Andrea Crisanti de Ascentiis x Ago EdizioniA cura di Serena Votano In un panorama editoriale già saturo di pubblicazioni, segnato dalla crisi, dall’omologazione e dalla diffusione dell’uso dell’intelligenza artificiale – anche nella pratica di scrittura – scegliere di riportare a nuova vita storie del passato sorprende e incoraggia la nascita di realtà indipendenti e coraggiose, capaci di andare in controtendenza seguendo…
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Perché Béla Tarr diceva che il cinema è stupido
Continua a leggere: Perché Béla Tarr diceva che il cinema è stupidoDi Gabriele Doria Anche se sei tu a guidarmi / questa terra mi è ignota / è il diavolo probabilmente a guidarci / che gira e gira in cerchio Puskin 1 Béla Tarr usava dire che il cinema è una forma d’arte molto stupida. Nel realizzare un film, aggiungeva, bisogna mettere da parte qualsiasi…
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Volevo fare qualcosa di diverso insieme a Istvàn
Continua a leggere: Volevo fare qualcosa di diverso insieme a IstvànDi Giammarco di Biase Ho atteso giorni prima di scrivere di Flesh. Non ero mai pronto, non sono mai stato così poco pronto di fronte ad un’opera, Nella carne (Adelphi), e forse non sono pronto neanche adesso. Oggi mi viene in mente che è difficile parlare di David Szalay senza ripetere ciò che è…
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Nello ‘Studio Privato’ di Violetta Bellocchio
Continua a leggere: Nello ‘Studio Privato’ di Violetta BellocchioDi Elena Cirioni L’autofiction spopola nelle nostre librerie. Negli ultimi anni la narrativa italiana ha smesso di affidarsi alle storie per concentrarsi su chi le storie le scrive. È un fenomeno culturale che rappresenta l’estrema conseguenza della tendenza ad attenzionare lo scrittore o la scrittrice di turno, trasformandoli quasi in performer di sé stessi.…
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La libertà di Benjamin Tucker
Continua a leggere: La libertà di Benjamin TuckerA cura di Auro Michele Perego Le affinità elettive non rivelano necessariamente una predestinazione, ma probabilmente – almeno così mi piace pensare – i segni del loro consumarsi tracciano potenti linee guida nel futuro ancora non scritto degli individui. Furono amanti per un periodo di circa tre anni. Lei, Victoria Woodhull, la prima donna…
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Semiologia del residuo – La custodia dell’angelo di Alessandra Saugo
Continua a leggere: Semiologia del residuo – La custodia dell’angelo di Alessandra SaugoDi Giammarco di Biase La scrittura non è semplice mezzo, ma materia da deformare, aprire, violentare. Lessi Alessandra Saugo due anni fa per la prima volta, e scoprii un talento che agisce sulla lingua come su un tessuto fisico: taglia, cuce, smonta. Ne fui folgorato, soprattutto quando era lei per prima a farsi da…
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Le stagioni curano il corpo – L’Umano fiorire di Antonietta Gnerre
Continua a leggere: Le stagioni curano il corpo – L’Umano fiorire di Antonietta GnerreDi Annachiara Atzei “Non domandare nulla. La primavera arriva per rimarginare il perimetro di una ferita: il ghiaccio dell’eterno portato sulle nostre dita” Antonietta Gnerre, Umano fiorire Le stagioni curano il corpo. La natura lo avvolge e lo penetra per somigliargli. Le piante, le montagne e il clima hanno il nostro stesso battito,…
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Rievocare il passato senza mai datarlo davvero: Pastorale mediterranea
Continua a leggere: Rievocare il passato senza mai datarlo davvero: Pastorale mediterraneaDi Giulia Bocchio Iniziò a pensare che Dio fosse una diceria, una superstizione popolare Storia del giudizio Quando affonda nelle viscere della terra, la scrittura si fa antica, si veste di radice e sugge qualcosa di sotterrato, beve i resti di sepolture che non abbiamo pianto ma che continuiamo a inseguire. Fra gli…