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di Vladimir D’Amora . Siamo davvero la misura di una colpa o la memoria di un silenzio ci contiene? Quale crimine consumiamo senza commetterlo? Da quale morsa verrà l’assoluzione? Guarda le parole diventare cenere, qualcosa, forse, si ricompone tra chi resta e chi muore, tra l’innocente e il supplizio – una voce rappresa. Giudica tu…
Le cronache della Leda #9 – Pregando davanti a una cornice Ikea Non parlo di mio figlio. Non adesso, non ancora, non è questo il tempo. Sappiate che ci vogliamo bene, che ci parliamo, che mi manca, quindi niente per cui dobbiate preoccuparvi. Ci sono delle cose, cose tra genitori e figli, cose…
Oh, sai chi è morto? Se vivi a sud di Roma questa domanda non ti è nuova, sei abituato a sentirla almeno due volte al giorno. Oh, sai chi è morto? C’è sempre qualcuno che muore, non è una novità, eppure questa domanda rimbalza da una faccia all’altra provocando sempre un certo stupore. Un po’…
Attività alternative dei figli nelle ore pomeridiane Ci sono questi genitori, no. Questi genitori molto fieri. Gli piace un sacco, a questi genitori, che i propri figli giochino. E i loro figli, effettivamente, giocano. Mio figlio non gioca. Sta sempre in panchina. In panca come dicono loro. I genitori fieri. Io di solito mi…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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