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Di Annachiara Mezzanini Non si è ancora completamente donne, non si è proprio più ragazzine, si è avide e stanche. Irène Némirovsky, Le rive felici Un parallelepipedo di carta profumata, racchiuso da una sottile copertina lilla, dalla quale ci osserva annoiata una delle ragazze sedute di Jules Pasci: è Il carnevale di Nizza…

Scrivere non è pubblicare. Le due attività in questione potrebbero anche non incontrarsi mai davvero, non ve lo auguriamo ma è una possibilità. Una delle tante. Dietro e dentro un testo non c’è solo un lungo lavoro che mette insieme autore ed editore, ma un labirinto di letture e riletture, di potenziali rifiuti, di incompatibilità,…

Era naturale che gli altri, viaggiando con me, pensassero – e infatti lo pensano – che ogni volta ci muovessimo con una combinazione di mezzi diversi: pulmini, automobili, traghetti (ma non aerei), pullman, treni… vere e proprie macchine di oggettivazione dello spazio. Sì, c’erano tragitti e durate, rotte e strade, poi teatri e città diverse,…

Di Annachiara Atzei Non vedessi le lacrime delle cose, non sentissi la disperazione degli oggetti. Anna Toscano, Cartografie In Cartografie (Samuele Editore – Collana Gialla), opera poetica che raccoglie componimenti inediti e editi, in molti casi revisionati come a ridisegnarne l’identità, Anna Toscano si orienta tra luoghi, persone e cose e, attraverso…

Di Giulia Bocchio L’addio ci pone di fronte all’impermanenza degli altri, ma è un termine difficile da maneggiare perché cambia volto a seconda del dolore, indossa maschere grottesche alle volte, altre si appoggia agli oggetti condannati alla polvere, ai quali ha impresso un’ombra, altre volte ancora appanna gli specchi con la nostra immagine lì riflessa…

Il racconto che presentiamo oggi appartiene alle categorie impossibili che amiamo accogliere: quel tipo di scrittura ibrida e allucinata che mescola poesia e teatro, sogno e realtà, luce e ombra. Danilo V Paris ci trascina in scenari teatrali immaginifici, assordando la pagina con voci metafisiche che riecheggiano da epoche lontane. I personaggi, più che figure…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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