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Di Serena Votano C’è un prima e un dopo ogni romanzo, una traccia immortale di una storia e qualcos’altro, che fluttua nel sottotesto, comprensibile a pochi. Il dentro è Città del Messico, la città in cui William Burroughs ha scritto Queer nel 1952. Ha da poco affidato a una casa editrice il suo romanzo…

Cinzio aveva un figlio e voleva che diventasse calciatore di Serie A, così l’aveva iscritto alla scuola calcio della Savignanese all’età imberbe di sei anni. Il bambino, che a malapena sapeva correre senza inciampare nelle proprie caviglie, si era subito contraddistinto nel non eccellere in nessun ruolo: magro, di statura bassa, non era né veloce…

Di Mauro Massari Pare che la nascita di un poeta sia sempre un atto di disordine. Eppure, affacciarsi alle Poesie dell’inizio (Mondadori) di Milo De Angelis rimanda al tepore di una gita in campagna, rassicurante, come il cedere di aghi di pino sotto il passo di scarpe nuove. Si tratta di testi scritti tra…

Lessi Ilaria Grando intervallando le sue parole a quelle del diario di Carla Lonzi. Lessi Lettere minuscole, l’esordio per gli Sperimentali di Terrarossa Edizioni di Ilaria Grando, e lo finii nei giorni a cavallo tra i miei venticinque e ventisei anni. Il Diario di una femminista di Carla Lonzi, invece, non l’ho finito; giace ancora…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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