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(foto di Cristiano Poletti) . Quello che sorprende nella poesia di Cristiano Poletti alla prima lettura (o al primo ascolto, com’è stato per me in questo caso) è il suo porsi al di sopra di un tempo letterario strettamente attuale, per tornare coraggiosamente a una scrittura assoluta, senza ironie, una purezza antica ma nuova, nel solco aperto e…
Trommeln in den Höhlenstädten trommeln ohne Unterlaß weißes Brot und schwarze Lippen Kinder in den Futterkrippen will der Fliegenschwarm zum Fraß Tamburi nelle città cave rullano senza sostare pane bianco e labbra nere nelle greppie bimbi a schiere vuole di mosche il nugolo gustare Ingeborg Bachmann, In Apulien (traduzione di Anna Maria Curci) Questa rubrica…
I discorsi della lingua coi denti col tempo di stare disattenti dire. Dicendo e rompendo a strette braccia portò a casa la pappa del nonno un giardino politico e altri girasoli. Girò il suo discorso e cadde come corpo morto cade. Ingenuo di lunga strada con denti e…
Mirasoi Pori mirasoi, tegnudi su dal sol tut el zorno, cussì dreti e zai, e po’ co ‘l sol ve mola al scuro cussì gobi, storti e slambradi, parè ‘na compagnia de imbriaghi che pissa basso ciapadi al muro. Girasoli Poveri girasoli, tenuti su dal sole tutto il giorno, così dritti e gialli, e poi…
da Studi sulla vita del Testaccio I I ragazzi che nelle prime ore del pomeriggio scavalcano il muretto e scendono sulla scarpata, vengono da Piazza Testaccio, lungo una delle larghe vie cimiteriali, perpendicolari alla piazza. Non insieme, o in ordine; se partono uniti, in quei cento metri di strada trovano mille occasioni per dividersi, disperdersi.…
Poesia civile e familiare nei «Sesti / Gesti» di Fabio Franzin di Paolo Steffan L’ultima raccolta di Franzin, a quindici anni dal suo esordio poetico, ospita temi e stili che riassumono, in un grande coerente quadro, qualità e versatilità del suo lungo percorso. «Sii fina e popolare», dice Franzin alla poesia, dichiarandolo con versi altrui,…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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