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Da quando abbiamo rinchiuso i nostri sospiri fra le mura di un’urbanizzazione senza freni? Da poche generazioni in realtà: la schiena sempre più curva, gli occhi con le pupille puntate su uno schermo che plasma la realtà, rendendola mobile per noi. Ancora seduti. Concludiamo il 2024 con questa intensa riflessione di Serena Nadal. «Il lontano…

Il nostro #dicembrenarrativo si conclude con questo toccante racconto di Marco Corvaia. Il realismo magico che sgorga dagli occhi di una madre incontra qui il degrado di una città le cui lamiere tagliano la coscienza e dissanguano la redenzione. Un grazie speciale a tutte le autrici e gli autori che ci hanno donato, con grande…

Il nostro #dicembrenarrativo prosegue con questo racconto di Serena Votano. Leggetelo e poi provate a rispondere a questa domanda: qual è la differenza fra caso e destino? Guarda il caso Andare in bici mi piace perché è uno di quei momenti in cui il caso non mi sorprende più. Spingo i pedali…

L’arte come espressione di sé, l’arte come atto apotropaico di denuncia e autodeterminazione. In questo racconto di Melania Mieli, il simbolismo, è un abisso etico ed estetico che lega a sé i temi del trauma, della memoria, del potere, e delle complesse dinamiche che legano vittime e carnefici in una rete ambigua e disturbante di…

Il nostro #dicembrenarrativo prosegue con questo racconto di Lorenzo Tarozzi. Ci troviamo di fronte alla fine del genere umano, lo testimonia l’unico sopravvissuto che, però, non è l’unico essere vivente in circolo. Nessuna contemplazione romantica della rovina, nessuna volontà di reinventare il corso degli eventi: è andata semplicemente così, l’estinzione consapevole come unica rivoluzione possibile.…

Il racconto di oggi è di Stefania Marongiu e racconta quel tipo di nostalgia che abita le case di famiglia. Non c’è oggetto, mattonella, o porzione di muro immune alla percezione di passato di cui ogni sguardo è portatore. In questo intreccio di vita e di perdita, la casa respira come un organismo vivo, pulsando…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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