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Nella sconfinata pietraia si gettano a capofitto gli stormi degli ostinati voleri e non più voluti da me; e non più tenute in mano, le pietre, e non più invocati ai sordi, e non più attese le solite risposte sospese. E alla fine messe in tasca, fredde più delle ultime ore, pesanti fino a sfondare…
Solo 1500 n. 63 – Thiefjet (ovvero una volta c’era il Low cost) C’è stato un lungo periodo (3/4 anni) in cui ho viaggiato soltanto con Easyjet. Adoravo la possibilità del check in on-line (ora lo fanno tutte le compagnie), di decidere da solo i bagagli da stiva o a mano da portare, se assicurarmi,…
ACQUA (cut up n. 75) – – Non sopporto le cornici dei quadri e gli arrangiamenti orchestrali. Odio recitare una parte per farli passare tutti dalla mia parte. Non sopporto i miei assolutismi, odio dimenticare che non siamo tutti uguali, che novembre è un mese primaverile nell’emisfero australe. Odio il fatto che non esistano antidoti…
Alle nozze Barcollo nel buio come un animale ferito. Sbatto contro l’armadio e la sponda del letto, poi mi aggrappo alla finestra e tiro su la tapparella. A quel punto la voce stridula di una donna attraversa tutto il corridoio, come un colpo di fucile alle spalle. “Amore, sei sveglio?” Sento il tintinnare di…
In Apulien, 8 – Lucio Toma Trommeln in den Höhlenstädten trommeln ohne Unterlaß weißes Brot und schwarze Lippen Kinder in den Futterkrippen will der Fliegenschwarm zum Fraß Tamburi nelle città cave rullano senza sostare pane bianco e labbra nere nelle greppie bimbi a schiere vuole di mosche il nugolo gustare Ingeborg Bachmann, In Apulien (traduzione…
Autobiografia Nato con la pioggia d’argento. Nero d’inchiostro. Aveva vent’anni nel mese d’agosto. A settembre chiese le penne volava insieme ai piccioni neri che si sparano contro i tralicci. Diventa ape. Scuote il cuore delle rose cadute da un carro di saltimbanchi che parlano italiano. Conosciuto Scardanelli dimorò alcuni mesi sulle rive del Neckar dove…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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