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Di Annachiara Atzei Il tuo suicidio fu di una bellezza scandalosa Suicidio. Già dal titolo, il libro di Édouard Levé determina una direzione. Ci avvicina pericolosamente al margine dell’esistenza conosciuta, la divide in due. La spezza. Racconta il destino personale dell’autore prendendo in prestito quello di un altro, specchiandosi in esso. Levé…

Di Gabriele Doria Anche se sei tu a guidarmi / questa terra mi è ignota / è il diavolo probabilmente a guidarci / che gira e gira in cerchio Puskin 1 Béla Tarr usava dire che il cinema è una forma d’arte molto stupida. Nel realizzare un film, aggiungeva, bisogna mettere da parte qualsiasi…

Di Giulia Bocchio Il tempo che intercorre fra l’ultima settimana dell’anno vecchio e la prima di quello nuovo è sempre un limbo un po’ strano e sospeso. In questo spazio all’interno del quale sembra celarsi l’attesa di una ripartenza e il ricominciare delle scadenze tendo a fare sempre più o meno quelle cose che,…

Cosa succede all’interno di una redazione come la nostra quando arriva una studentessa di diciassette anni, che è lì davanti a te, con le sue prime folgoranti letture, che sono tali perché ne mancano ancora tantissime, così tante che nemmeno una vita intera potrà esaurirle tutte (e qui non importa quanti anni tu abbia, vale…

Di Annachiara Mezzanini Attraverso i tuoi occhi, vedrò il cuore più interno e chiaro di un cavolo bianco, che nasconde le foglioline più preziose. Vedrò la freddezza di una falce di luna in pieno giorno. Prima o poi, vedrò un ghiacciaio. Contemplerò i riflessi azzurrini su ogni sfaccettatura di quell’enorme massa di ghiaccio…

Di Giammarco di Biase Ho atteso giorni prima di scrivere di Flesh. Non ero mai pronto, non sono mai stato così poco pronto di fronte ad un’opera, Nella carne (Adelphi), e forse non sono pronto neanche adesso. Oggi mi viene in mente che è difficile parlare di David Szalay senza ripetere ciò che è…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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