con virgole o carezze
intercedere a tuo favore
-ristretto il senso come di caffè riscaldato
pessimo sapore di nausea all’alba-
non puoi inseguirti tra fumo e grigiore
d’aria che ancora non esplode forte
nello schiamazzo della pioggia che arriva
-la senti? ha saltato il fosso del cortile
accudendo all’unico filo d’erba –
stesso filo consunto che ti leghi ai fianchi
che t’incarta i giorni
liberandoti solo dentro il buio
sotto mosche feroci sulla pelle di bambino
– la vedi? quella chiazza di viso libera sul mondo?-
non puoi contrastare la nuvola gravida
che di paese in paese custodisce semi
e di complice vento si fà nutrice
sentendoti freschezza sul corpo rigenerato
che non lenisce il morso della belva
-il bambino… portalo via O R A!-
nella tua stessa pozzanghera di pioggia
fatti respiro epidermide soffio
ventre e umidità di marea
culla protezione…
nido


4 risposte a “non puoi”
Poesia, semplicemente…
Un bacio
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L’intensità e la rabbia anche solo sibilata che piano imparo a conoscere nei tuoi versi. Complimenti.
c.
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c’è una rabbia e un perdono da concedersi soltanto ascoltando la voce dell’appartenenza
grazie Api
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grazie a voi, che avete lasciato segni chiari del vostro passaggio!
api
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