vita

Solo 1500 n. 72 – Un noto sconosciuto

Solo 1500 n. 72 – Un noto sconosciuto

L’uomo seduto allo smistamento della metropolitana, alla fermata Duomo, ha i baffi. A pensarci bene, questo è tutto quello che so di lui. Se, però, rifletto, so anche qualcosa in più. So, ad esempio, che indossa un maglione, rosso scuro dell’Atm, sopra una camicia celeste e un giubbotto senza maniche. Blu. Lo vedo, a intervalli regolari, da una quindicina d’anni. Prima alla fermata di Pagano, poi in Cordusio e da qualche anno in Duomo.  Lo scalare verso il centro, di fermata in fermata, non credo equivalga a una promozione. Certo, deve essere molto esperto. Questo è quello che so di lui. Poi c’è tutto quello che mi sono immaginato. Sono certo che abbia origini meridionali e che sia sposato. Penso che abbia una figlia soltanto, che, a giudicare dall’età di lui (54/55), va all’Università, primo o secondo anno. A lui piace che sua figlia studi. Ha l’aria di uno che, quando tornava a casa la sera, le si sedeva accanto per aiutarla a fare i compiti. Sua moglie potrebbe lavorare in una scuola: materna o elementare. Sono abbastanza scaltri da fare la spesa la sera, durante i giorni feriali. Le vacanze, prima, le facevano al Sud, ora non più. Di recente sono stati a Londra o a Madrid. Niente di eccezionale. La gente che torna a casa, la sera, spesso ha vite così, le eccezioni stanno sui giornali.  L’uomo coi baffi spero non guardi il Tg1 e che, ogni tanto, vada al cinema. Dove vanno, in che vita tornano, quelli che ci incrociano ogni giorno?

Gianni Montieri

sono andata lungo l’argine- f.f.

.

per starmene un poco con il fiume

con le cose che ti parlano con calma

dentro un silenzio che non dorme mai e   sa dove sta andando.

Volevo scendere ai ricordi

ancora  umidi dentro la mia  terra

che arriva  fino al limite dell’orto

in giornate come questa. Lei non voleva

uscissi a scorazzare di palo in frasca

come adesso faccio qui tra una parola e l’altra.

Oggi    volevo ascoltarvi     volevo toccarvi

erbe della mia infanzia

raccogliervi   è impossibile

vi nutrite dei veleni che anch’io vi infliggo

e restate là

come una linea di resistenza contro la frode

questa nostra incivile vuota ricchezza

è una miseria tinta di bugia è una parola  senza un senso

senza un dove

senza vita.

Eppure sotto le nuvole di oggi siete così belle

in ogni goccia vi flettete

riflettete il cielo dentro una sfera

una piccola misura per quell’immensità

che per voi si è capovolta.

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f.f.

gaetano bevilacqua-il golfo