Viole nere

Poeti della domenica #16: Tess Gallagher, Veglia

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Tess Gallagher, photo by John Minihan

Veglia

Tre notti sei rimasto steso in casa.
Tre notti nel gelo del corpo.
Volevo avere la prova sicura di quanto
fossi stata lasciata sola? Nel grande buio della stanza
sono salita accanto a te nel letto alto, il letto
in cui c’eravamo amati e in cui avevamo dormito, sposati
e non sposati.

C’era un alone di freddo intorno a te
come se con la morte i messaggi del corpo arrivassero
più lontano e il mio calore assumesse l’argenteo biancore
di una voce lanciata intatta attraverso la neve solo
per sentire se stessa nel nitore del richiamo.
Per un po’, allora, siamo morti insieme, galleggiando
sereni sull’ampio e bizzarro baldacchino
del mondo abbandonato.

*

Wake

Three nights you lay in our house.
Three nights in the chill of the body.
Did I want to prove how surely
I’d been left behind? In the room’s great dark
I climbed up beside you onto our high bed, bed
we’d loved in and slept in, married
and unmarried.

There was halo of cold around you
as if the body’s messages carry farther
in death, my own warmth taking on the silver-white
of a voice sent unbroken across snow just to hear
itself in its clarity of calling. We were dead
a little while together then, serene
and afloat on the strange broad canopy
of the abandoned world.

*

© Tess Gallagher da Viole nere, Einaudi, 2014. Traduzione di Riccardo Duranti