Veronique Ovaldé

Una frase lunga un libro #19 – Véronique Ovaldé: La sorella cattiva

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Una frase lunga un libro #19 – Véronique Ovaldé: La sorella cattiva, minimum fax, 2015 (traduzione di Lorenza Pieri); €15,00 – ebook € 6,99

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Eravamo dei giovani pieni di speranza ma alcuni di noi si sarebbero avvicinati alla morte mentre altri sarebbero andati all’estero, alcuni di noi si sarebbero sposati con persone incrociate una volta o due, alcuni sarebbero diventati buddisti e altri si sarebbero dati all’alcol e al Prozac. Noi abbiamo sempre pensato che domani sarebbe stato migliore di oggi, abbiamo tutti cercato di abitare altrove rispetto all’indirizzo in cui vivevamo, abbiamo tutti cercato una casetta di fronte alla spiaggia e per alcuni era un sogno borghese e per altri il miglior modo di adattarsi alla propria natura peritura. Maria Cristina non avrebbe mai scritto cose così, le sarebbe sempre mancata la possibilità del plurale, non avrebbe mai potuto essere nient’altro che degnamente solitaria.

Partiamo da qui, da Maria Cristina, che non avrebbe mai scritto cose così. Da questa frase capiamo che Maria Cristina è una scrittrice e che è degnamente solitaria. Maria Cristina è la protagonista di questo bel romanzo di Veronique Ovaldé, è quindi lei la sorella cattiva. Maria Cristina vive a Santa Monica in California, vive lì da quando aveva diciasettenne anni, da quando è andata via di casa, lasciandosi alle spalle la piccola cittadina canadese d’origine, una madre bigotta e psicotica, un padre silenzioso e depresso e una sorella con problemi mentali, originati da una caduta, di cui Maria Cristina è la causa o si ritiene la causa.
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