Valentino Zeichen

I poeti della domenica #358: Valentino Zeichen, Et in Arcadia ego

[Valentino Zeichen, foto di Uliano Lucas]

Et in Arcadia Ego
(Guercino)

È incontinenza speculativa dei pastori arcadi
dischiudere fra gli arbusti i sentieri del bosco;
scostare le poetiche fronde d’alloro e
danneggiare la pittura nella concitazione
pur di confrontare orme filosofiche;
imbattersi non nel solitario cinghiale
ma nell’apparire di un inatteso belvedere.

Alla vista, una fronte ripida,
dove spericolati pensieri salivano
in cima alle vette del sapere
affrontando vertigini morali
e gravi pendenze lì
spazia la mosca e alloggia
nelle vuote orbite oculari.
Sul piedistallo sosta un ratto,
disinvolto interlocutore del teschio;
nel loro fitto scambio di vedute
si intravedono i prototipi
della chincaglieria romantica.
Al cospetto dell’allegoria
i pastori s’ingannano d’apparenza;
sulla bilancia degli indizi
eludono la tara innaminabile
e propendono per la mite illusione
che trattasi di “natura morta”.

 

Valentino Zeichen, Pagine di gloria [1983], ora in Poesie 1963-2014, Mondadori 2017

I poeti della domenica #357: Valentino Zeichen, Il ventaglio di Leonardo Da Vinci

[Valentino Zeichen, foto di Dino Ignani]

Il ventaglio di Leonardo da Vinci

Quale stravagante
fa la sua apparizione
la pratica empirica
che indaga nel molteplice
dispiegando il ventaglio della natura;
la quale non sottende altro
che stratigrafie di fenomeni;
nell’insieme pare disinteressarsi e neanche
celare dispettosamente ai pregiudizi
il “principio universale ricercato”.

Fra le stecche divaricate
della ruota del pavone
si ammira lo spiegamento del mondo
che corrisponde alle ancora approssimative
branche della scienza
i cui neonati artigli
impediranno alla longa manus
della controriforma
di richiudere del tutto il ventaglio
aperto da Leonardo.

 

Valentino Zeichen , Pagine di gloria [1983], ora in Poesie (1963-2014), Mondadori 2017

Maria Borio, Poetiche e individui

Maria Borio, Poetiche e individui. La poesia italiana dal 1970 al 2000, Marsilio 2018

Allorché, qualche mese fa, inserii Poetiche e individui di Maria Borio tra gli esempi significativi e incoraggianti di Un altro sguardo. Dal margine alla pienezza, posti in evidenza nel mio contributo al numero del 2018 della rivista «Zer0Magazine», intendevo avviare una serie di riflessioni che si concretizzano oggi come sonoro invito alla lettura e, insieme, come percorso di valenza metodologica.
La scelta di individuare nella poetica, o meglio, nelle poetiche – e non nei generi, non nel canone – il punto di partenza e il filo conduttore dell’indagine sulla poesia italiana dal 1970 al 2000 sgombra il campo da un approccio che si è rivelato da tempo inadeguato, benché esso venga riproposto in più di una sede, segnale di abitudine inveterata, crosta dura da rimuovere.
Al cambio di paradigma adottato da Borio corrisponde uno studio accurato che sa unire la prospettiva storica, l’inserimento puntuale e argomentato di ciascuna delle opere prese in esame, o di suoi stralci, in un ampio contesto coevo, che si sposta anche oltre i confini nazionali e che accoglie riferimenti alle vicende della ricezione e agli ambiti della prima e delle successive pubblicazioni (anche in riviste e in antologie, le cui azioni sono anch’esse oggetto di riferimenti puntuali), così come in linee di sviluppo diacronico, a un avvicinamento al testo poetico capace di farne brillare peculiarità e rimandi, analogie e parentele.
Gli strumenti di indagine vengono dispiegati con consapevolezza, messi a disposizione, perché la poesia – ecco l’ulteriore pregio di questo volume – non perde in bellezza, in capacità di sprigionare stupore, se essa costruisce, amplia e rafforza la conoscenza, se essa viene analizzata, posta sotto la lente di ingrandimento, scavata, accostata ad altra poesia.
Stupore e conoscenza in quella che Maria Borio a ragione definisce “lettura relazionale” sono dunque i frutti che chi legge Poetiche e individui saprà cogliere esplorandone, sui sentieri indicati dall’autrice, testi e contesti.
Per ciascuno dei tre decenni conclusivi del XX secolo, per ciascuno dei capitoli, in alcuni casi per singoli paragrafi, il percorso suggerito prende l’avvio dal testo poetico, corpo, prova e documento. Spesso è proprio il testo poetico, riportato nella sua interezza o per passaggi significativi, a dare il nome al capitolo. Riporto di seguito alcuni esempi dall’eco profonda e dalle diramazioni ampie. (altro…)

I poeti della domenica #286: Valentino Zeichen, Chiromanzia

 

CHIROMANZIA

Del destino che ha fame di bandito
la traiettoria del sospetto
fa l’indiziato
che ordisce agguati sulle linee
di comunicazione della mano.
Per dove scorre ogni cognome del desiderio
viene meno la sicurezza
e nessuna compagnia intende assumersi
il rischio assicurativo.
Navighiamo attesi da pericoli esibizionistici
contando che qualche canale
unisca le grandi vie sciagurate
per riparare nel male minore.

.

In Ricreazione, Milano, Società di poesia per iniziativa dell’editore Guanda, 1979

I poeti della domenica #228: Valentino Zeichen, “I Mandarini”

“I MANDARINI”

Un giorno lessi ne I Mandarini
di Simone De Beauvoir, che
M. Camus, Jean-Paul Sartre
passavano l’estate a Portovenere.
Così mi precipitai
nel “Golfo dei Poeti”
per diventare membro
della famiglia degli agrumi.

.

in Valentino Zeichen, Neomarziale, Milano, Mondadori, 2006, ora in Tutte le poesie 1963-2014, ivi, 2014

I poeti della domenica #227: Valentino Zeichen, Aspettativa

ASPETTATIVA

Di ieri in ieri
di domani in domani
i secondi curvano lungo
la circonferenza dell’attesa
circuendo più volte il nulla.

Il mio capo non trova posizione
in nessuna geografia
e si volge alterno
al passato e al futuro facendo capolino;
il suo cruccio è non sapere
d quale parte, semmai, verrai.

.

in Valentino Zeichen, Pagine di gloria, Parma, Guanda, 1983 ora in Tutte le poesie 1963-2014, Milano, Mondadori, 2014

Andrea Chinappi, da ‘Poesie d’ansia e di giovinezza’. Inediti

1
Il tragico è stanco

È uno stormire di volti
nella mia terra stanchi
lividi sotto gli olivi rigonfi
in autunno.

Un profumo di teste
bruciate
si mischia ai fiori
pestati teste riarse
dal sale vecchie necessarie.
……………………..Ma si muore,
nella mia terra,
nell’ora della clessidra
girata
come trafitti dall’incupirsi
al neon
come una vecchia cartaccia
spezzata che più non cuce
nessuno.

*

2.
a Valentino Zeichen

Mi sono venute a noia le fotografie
o a orrore perché scorgo nei miei occhi
una futura pazzia uno sguardo
malconcio di suicida
di reietto.
……………Sarei tentato
di scollarle tutte per giocare con te
a rimescolarmi il passato affinché possa la combinazione
giusta salvarmi

ma invano mi accingo all’impresa.
Trovo al mio fianco il tuo sorriso
angelico e la mappa delle mie speranze
di vita segnata da qualche parte
su uno schermo.

(altro…)

Valentino Zeichen, Le poesie più belle

Valentino Zeichen, Le poesie più belle, Fazi, 2017, € 15,00, ebook € 7,99

*

Esce dopodomani, 6 luglio, giorno successivo all’anniversario della scomparsa del poeta, per Fazi editore, Le poesie più belle di Valentino Zeichen. Ne pubblichiamo oggi una selezione, in accordo con l’editore (che ringraziamo), in attesa di occuparci della raccolta in maniera diffusa nelle prossime settimane.

La Redazione

 

Il poeta

Presumibilmente,
sembro un poeta di elevata rappresentanza
sebbene la mia insufficienza cardiaca
ha per virtù medica il libro «cuore».
Abito appena sopra il livello del mare
mentre la salute, la purezza, la ricchezza
e gli sport invernali
stazionano oltre i mille metri.
Perciò mi ossigeno respirando l’aria
dei paradisi alpini
così arditamente fotografati
dagli scalatori sociali
nonostante la pericolosità dei dislivelli.

 

Nizza

Sulla Promenade des Anglais a Nizza
una ragazza dal profilo tonchinese
siede davanti al mare
e compila un cruciverba sul giornale;
lo orienta con sapienti aggiustamenti
affinché la tavola enigmistica collimi a distanza
con l’intersezione di longitudine e latitudine.

Vedendola inattiva mi avvicino per suggerirle
qualche parola, seguo per qualche istante
la posa delle lettere fiero dell’apporto
quando m’investe una salva d’insulti
che sollevano colonne d’acqua
l’abbandono e corro, corro al riparo
presumendo che si tratti di battaglia navale.

 

Risvolti del territorio

Per esempio
amiamo risiedere a Parigi, a Roma
ed in vari altrove
ma non del tutto, un dubbio ci pedina
così diffidiamo di ogni luogo di residenza
poiché in qualche stanza dei loro stabili
siamo attesi per morirvi
perciò vorremmo fuggirli
e non incontrare mai quel posto designato
che molte città
per acquisire benemerenze
sono disposte ad ospitare.

 

Miniera d’oro

Come cifre di numeri telefonici
si ordinano le interrogazioni nella mente:
«Prometti che non mi lascerai?».
«Mi ami?».
«Saprai sopravvivere senza di me?».
Per terra, sui cuscini, dentro i maglioni
addosso; capelli dappertutto
a forma di punto interrogativo.
Non bado alle domande
non c’è tempo per rispondere.
Bramoso, cerco altri fili d’oro,
sbircio di tanto in tanto
la quotazione del metallo,
spaventato che il giacimento aurifero
possa un giorno esaurirsi.

 

A Bruno Giordano

Un remoto LAZIO-JUVENTUS; tre a zero
esplode l’anonimo urlo di trionfo,
sì; ma chi ha recapitato al presente
il nome di quel gladiatore: Bruno Giordano
che si distinse durante i giochi
per l’incoronazione dei titoli di Augusto;
con quale punteggio sconfisse le fiere zebrate
se l’ovazione riservatagli dalla folla
superò i cento decibel, sopravanzando
quella resa di consueto all’imperatore?

 

(altro…)

Un libro al giorno #10: Valentino Zeichen, Area di rigore (3)

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08. (la redazione).

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LA MERAVIGLIA

Nel mezzogiorno biologico
vedo la morte scomposta
autopsia maledetta
al corpo di mia madre.
Il volto stampato su seni
mani succhiate da piedi
teste al posto di cuori
bocche forse di visi
con crostacei velenosi
avvolti in seta verde.
Allo specchio dell’aria
mi vedo teschio di spillo
sul mio collo.
Estranee mani scavano alacremente
negli specchi
lo spazio riflesso nel vuoto,
le sedie battono la scogliera
tavoli sputano sangue
muri sudano cervelli
al riso sconnesso di mia madre.

© Valentino Zeichen, in Area di rigore, Roma, Cooperativa Scrittori, 1974.

Un libro al giorno #10: Valentino Zeichen, Area di rigore (2)

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08. (la redazione).

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ASSUNZIONI ESEMPLARI

L’alchimia è eresia
la chimica, al contrario, è religiosa
ammirate nelle ascensioni
la competenza che i ministri della chiesa
ebbero in fatto di gas.

Le depressioni della gravità
sono avverse
ad ogni elevazione morale.

Invano agguantanuvole
annaspano in aria
per aprire un varco al miracolo.

© Valentino Zeichen, in Area di rigore, Roma, Cooperativa Scrittori, 1974.

Un libro al giorno #10: Valentino Zeichen, Area di rigore (1)

Come ogni anno faremo una piccola pausa estiva rispetto alla programmazione ordinaria, cercando di fare sempre una piccola cosa diversa per ogni estate; quest’anno dal 25/07 al 21/08 (con tre post al giorno) proporremo testi da libri che amiamo particolarmente, sperando di accompagnarvi in vacanza e di aiutarvi a sopportare meglio il caldo. La programmazione ordinaria ricomincerà lunedì 22/08. (la redazione).

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AGLI IGNARI SCRITTORI DI SALUTI

Le moltitudini della flora
occupano pagine di terra
con lo stesso motivo di pianta
ripetuto in filari
per migliorare l’ortografia di una coltura.

In una perturbazione nostalgica
si addensa scontro di mitologie
ormai informi, dalla destinazione ignota.

Che si può deviare
indirizzando altrove il maltempo
inviando cartoline rannuvolate.

Tenetevi a prudente distanza dai panorami
e come prescelti destinatari, celate almeno
lo stupore dell’estro del fulmine.

© Valentino Zeichen, in Area di rigore, Roma, Cooperativa Scrittori, 1974.

Cinque poesie di Valentino Zeichen da “Casa di rieducazione”

D’incerte generalità

L’anfisbena non sfigura
anche se non si sa bene
a quale specie appartiene,
forse al rettilario mitologico.
È come un verso palindromo
avendo una testa in coda
e una analoga a capo.
Entrambe si muovono al contempo
nelle opposte direzioni del tempo,
a riprova che questi è immoto
perciò essa è mansueto
modello all’oreficeria.

***

Il Serpente delle Sacre Scritture

Reo per concorso di colpa
nel “peccato originale”;
perciò il Signore lo scacciò
dal libro delle scritture,
ma lui vi rientrò strisciando
da inchiostro penitente.
Va a capo con l’enjambement
come e quando vuole
data la flessuosa mole.
Si snoda lungo le righe
o si contrae, e le frasi elide;
altera il senso delle parole
per confondere il lettore.
Quando il Signore s’assenta
lui diventa indisponente
e configura la ruota
dell’eterno ritorno
prendendolo in girotondo;
da tempo “lineare” va in testa-coda
e non fa più discernere
l’inizio dalla fine dei tempi.
Il serpente delle Scritture
si conforma al labirinto
lungo le siepi del bosso,
e da famelica mortella
inghiotte un cherubino.

***

L’arcobaleno della pace

Quell’arcobaleno della pace
esposto a balconi e finestre
sventola per l’elevato valore
delle proprietà immobiliari.
A me per l’irritazione sale
la quotazione della pressione.
Aggiunge sincero l’amico Nico
dandomi del povero micco:
“Col fine propagandistico
della concordia universale
esponiamo le bandiere
per preservare le case
e scongiurare la calamità
d’un eventuale conflitto sociale.”

***

Divina anonima

Vorrei che la tua mano
sostituisse quella mia
per ricopiare la poesia
in elettrica calligrafia.
Nel contratto capestro imponi
un baratto assai oneroso:
tutte le notti sesso e sesso
contro un filo d’inchiostro.
Dovrei avere palle cariche
invece che biglie di naftalina,
purtroppo nei miei coglioni
non ci sono altre munizioni.

***

Italia
Italia soprattutto

Gira, gira la ruota della storia
irraggiata dalle nazioni
e noi raggio di gloria
fissato al mozzo del sole.

Italia, Italia soprattutto
nel nucleo del tuo nome
fondiamo i nostri cuori
e diveniamo tuoi servitori.

Italia, cara Italia
non con retoriche armi
ma con belle arti
il mondo dobbiamo conquistar.

In piedi, in piedi fratelli
sfilano gli avi ingegni
e noi vogliamo esser loro degni
per poterli rimpiazzar.

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zeichenValentino Zeichen, nato a Fiume, vive a Roma. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie: Area di rigore (1974), Ricreazione (1979), Pagine di gloria (1983), Museo interiore (1987), Gibilterra (1991), Metafisica tascabile (1997), Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio (2000), Poesie (1963-2003). Ha scritto inoltre il romanzo Tana per tutti (1983), la commedia Apocalisse nell’arte (2000), una serie di radiodrammi con il titolo Matrigna e Aforismi d’autunno (2010). [nota presente nel retro copertina]