Valentina Calcò

PoEstate Silva #13: editi e inediti di Valentina Calcò

Come un augure guardi la catastrofe,
sai che non dista abbastanza la fine.
Ma quella ferita che chiama altra
ferita, amore, io non so se sana.
Non è una duplice ancora porto
a un soffrire che inchioda, ma fonda.
Salva soltanto la voce che chiama,
lo sguardo che da luce riflette altra
luce, la stretta con cui poter andare
per mano fino ai confini del mondo.

Per me non c’è altro voto, altro nodo:
che essere in due non sia mai meno di uno.

(edito in Essere amorevoli di Lietocolle, 2018)

*

.

A un passo falso mi aggrappo a chiederti
di questa corda che non metto a fuoco;
il tuo corpo invece non teme e avanza:
quasi suicida, sa come morire
prima del colpo. Avanzi per vivere,
tu, acrobata che sai di poter disporre
soltanto di una fune così esile.

Io a guardarti imparo che amarsi è questo
sapersi non protendere in un sempre
differito differente desiderio,
ma il solo atto di calarsi nella parte
o in una danza: è il punto di maglia
che viaggia da una banda a un altro groppo
e che nel gesto sa allungarne il passo.

* (altro…)