Un anno con Salinger

Joanna Rakoff, Un anno con Salinger (di Giulietta Iannone)

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Joanna Rakoff, Un anno con Salinger, Neri Pozza, 2015, traduzione di Martina Testa. € 17,00. ebook € 9,99

 

L’editoria. I libri. La vita.
Un anno vissuto molto pericolosamente, sfiorando J. D. Salinger.

 

Credo che Salinger sia l’incubo di tutti i recensori, giornalisti, operatori culturali. La sua riservatezza è leggendaria, e parte integrante del suo sfuggente mito. Un autore che non concede interviste, non risponde alle lettere dei fan, non appare in radio o tv, un autore che lascia nel vago dove viva, risieda o anche solo la mattina prenda il caffè al bar, un autore che fa sfumare un contratto editoriale perché l’editore ha avuto l’ardire di parlare con un giornale, vivendo ciò come un tradimento, lascia dietro di sé uno spazio bianco, che per pudore sono ben pochi a cercare di riempire.
Si ha quasi paura di disturbare, di infrangere una sacralità tutta laica fatta di rispetto, educazione, timidezza. Ma l’amore stravolge questi canoni, ci autorizza a fare cose che la ragione ci suggerisce siano proibite. E così fa Joanna Rakoff parlandoci di Salinger nel suo romanzo autobiografico, Un anno con Salinger, edito da Neri Pozza e tradotto (con grande sensibilità) da Martina Testa.
I motivi che spinsero Salinger a difendere la sua privacy con tanto accanimento, quasi con ferocia, vanno probabilmente ricercati in un placido desiderio di calma e tranquillità. Continuare a scrivere senza più pubblicare più che una forma di autismo letterario sicuramente si ricollega anche a questo. Scansare, con una certa eleganza e un po’ di durezza, un carico emotivo che in un certo modo non si sentiva in grado di sopportare. Delegando. In questo caso delega per un anno il fardello di leggere le lettere a lui indirizzate dai fan di tutto il mondo (non solo americani) a una giovane (oggi si direbbe stagista, allora si diceva assistente, sebbene il padre della Rakoff fosse certo che sua figlia svolgesse i compiti di una segretaria).
Joanna Rakoff prese molto seriamente questo incarico, arrivando a disattendere le ferree disposizioni a lei impartite (di scrivere impersonali lettere standard di educato rifiuto) e non per insensibilità. All’Agenzia sapevano che era un compito sovrumano. Lo sarebbe stato per Salinger, figurarsi per una ragazza di poco più di vent’anni.
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