Umberto Di Raimo

Umberto Di Raimo: 42 Limerick mediopadani

il_Di RAIMO copertina fronte

Umberto Di Raimo: 42 Limerick mediopadani, con disegni di Giuseppe Bronzoni, corsiero editore, 2016, collana Strumenti umani, € 13,00

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AVVERTIMENTO Questa faccenda dei limerick mediopadani incominciò una trentina di anni fa, essendo l’estensore dei versicoli stabilmente incardinato nel suo paese natìo (Montecchio Emilia), mentre l’autore dei disegni (parimenti nativo di Montecchio Emilia) vagava per lavoro per il mondo, stazionando a volta a volta in diversi paesi dell’Africa, dell’America, dell’Asia. La pigrizia e l’immensa farragine del fatto e del da farsi l’hanno fatta da padrone. Comunque sia: eccoci qua. I 42 limerick si dicono dunque “mediopadani”. Perché mai? Perché i personaggini nel libriccino vagheggiati ed effigiati si fingono viventi e operativi (quando operativi siano) in Montecchio Emilia e zone limitrofe. Anche se nessun montecchiese o nessun reggiano potrà mai positivamente riconoscersi in qualcuno di essi: giacché si tratta infine di labili fantasime eccentriche e perplesse, chissà mai dove davvero dimoranti.

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1
C’era un vecchio signore di Gattatico
cui non caleva d’essere antipatico:
non salutava mai nessuno
e soggiornava sopra un pruno,
quello spinoso vecchio di Gattatico.

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4

C’era un vecchio del Bosino
che ipotizzò, in merito al suo immediato destino:
«forse tosto avverrà che io mi alzi
e mi produca in armoniosi balzi».
Speranzoso vegliardo del Bosino!

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10

C’era un vecchio di Casalgrande
che aveva in somma uggia le verande.
E così argomentava: «Ci ho paura
che stiano ordendo una losca congiura»,
quel frenetico anziano di Casalgrande.

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13

C’era una loquace signorina della Croce
che d’improvviso rimase senza voce.
Prese dunque ad esprimersi a gesti:
precisi, secchi, compendiosi, lesti.
Quell’icastica signorina della Croce.

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