Tag: traduzione

Lucia Tosi, Metafore del freddo. Sei poesie

Lucia Tosi, Metafore del freddo. Sei poesie Nota di lettura e una traduzione di Anna Maria Curci Vorresti stringerla in un pugno e serbarla gelosamente, questa poesia, manciata di riso sapido, riserva tenace di arguzia, lume “antivedere” al sussiego mortalmente serio e mortalmente ridicolo;… Continue Reading “Lucia Tosi, Metafore del freddo. Sei poesie”

Lutz Seiler, La domenica pensavo a Dio

Lutz Seiler  LA DOMENICA PENSAVO A DIO Traduzioni di Gio Batta Bucciol Anna Maria Curci Milo De Angelis Paola Del Zoppo Federico Italiano Theresia Prammer Silvia Ulrich Il mio primo incontro con Lutz Seiler è avvenuto a distanza, attraverso un suo componimento poetico che… Continue Reading “Lutz Seiler, La domenica pensavo a Dio”

Paul Celan a Ilana Shmueli: due poesie

Nel carteggio tra Paul Celan e Ilana Shmueli, la poesia 19, datata 20 gennaio 1970, accompagna la lettera spedita da Paul a Ilana il 22 gennaio 1970. Ilana si trova in quei giorni a Ginevra.   Gedicht 19 Längst hat uns das Fremde im… Continue Reading “Paul Celan a Ilana Shmueli: due poesie”

Franzobel, Ode a Milano

Franzobel, Ode a Milano Franzobel (Franz Stefan Griebl) vive a Vienna, ma ha scritto molto sull’Italia. Nel 2012 pubblicherà, per i tipi della casa editrice Zsolnay, un libro con una storia che si svolge in gran parte a Roma. A una città italiana è… Continue Reading “Franzobel, Ode a Milano”

Tra le righe n. 2: Friedrich Hölderlin

Tra le righe n. 2: Friedrich Hölderlin “la traduzione è nella sua essenza plurale etica dell’ascolto” Antoine Berman[i] Friedrich Hölderlin, Hälfte des Lebens Mit gelben Birnen hänget Und voll mit wilden Rosen Das Land in den See, Ihr holden Schwäne, Und trunken von Küssen Tunkt… Continue Reading “Tra le righe n. 2: Friedrich Hölderlin”

Tra le righe #1: William Carlos Williams

“la traduzione è nella sua essenza plurale etica dell’ascolto” Antoine Berman[i] “Tra le righe” si propone di affiancare traduzioni di testi poetici. Presentiamo qui le traduzioni di Cristina Campo e di Luigi Bonaffini di The Widow’s Lament in Springtime di William Carlos Williams. ◊… Continue Reading “Tra le righe #1: William Carlos Williams”

Czesław Miłosz – Ars poetica?

Czesław Miłosz (Szetejnie, 1911 – Cracovia, 2004) è stato un poeta e saggista polacco, naturalizzato statunitense. Premio Nobel per la Letteratura nel 1980, precisò, proprio in quella lettura a Stoccolma, la sua idea di poesia: “Due sono gli attributi del poeta: l’avidità degli occhi e il desiderio di descrivere ciò che vede”. Ma Milosz parla dell’ispirazione – sia essa visitazione “demoniaca” o incidentale rivelazione di un potenziale conoscitivo che proprio da quei demoni potrebbe liberarci – con il dubbio che quello stesso desiderio di vedere e di descrivere (quell’indecenza morbosa che è l’essenza stessa della poesia), possa ridursi a un mero esercizio di bellezza e avidità, allontanandoci da un’idea più alta di lavoro culturale, inteso come azione politica e sociale, come attaccamento alla realtà. E per questo ne scrive con un’ironia che continuamente oscilla tra la speranza e la rassegnazione, nell’instancabile ricerca di un’altra possibilità e con la consapevolezza che ogni verità, o possibilità di verità, non può che essere sfuggente, che ogni bellezza, o possibilità di bellezza, non è mai definitiva. Se la poesia non può che essere finzione, è il desiderio di verità che rende i poeti disonesti. Se la verità non può che essere disperazione, è il desiderio di bellezza che dà loro il coraggio di continuare a scavare sotto le macerie delle illusioni.

E.E. Cummings: “somewhere i have never travelled, gladly beyond”

Edward Estlin Cummings, abbreviato in E.E. Cummings (Cambridge, 14 ottobre 1894 – North Conway, 3 settembre 1962), è stato un poeta, pittore, drammaturgo, e saggista statunitense.

Compiuti gli studi ad Harvard, prestò servizio d’ambulanza sul fronte francese durante la prima guerra mondiale. Accusato ingiustamente di spionaggio, venne internato a La Ferté-Macé; da questa esperienza egli trasse ispirazione per Lo stanzone (in inglese Enormous Room, 1922), libro polemico e allo stesso tempo patetico e divertente.

Cummings è celebre per il suo uso poco ortodosso delle maiuscole e delle regole della punteggiatura, e il suo uso avanguardista ed innovativo delle convenzioni sintattiche. Nei suoi scritti si trovano segni di punteggiatura inaspettati ed apparentemente fuori posto che interrompono frasi intere o perfino singole parole. Molte delle sue poesie, per via dell’accurata disposizione grafica dei versi, sono più facilmente comprensibili sulla pagina scritta, rispetto alla lettura ad alta voce.

Tra le sue opere principali: Tulipani e camini (1923), XLI Poesie (1925), Poesie 1923-1954 (1954).

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