Torino Film Festival

Diario del Torino Film Festival #2: Magic in the moonlight, Annuncian sismos e dintorni

allen

DIARIO DEL TORINO FILM FESTIVAL #2

L’ATTESISSIMO “MAGIC IN THE MOONLIGHT” DI WOODY ALLEN, IL RITORNO IN TERRA DANESE DI SUSANNE BIER E “THE TEORY OF EVERYTHING” SULLA VITA DI STEPHEN HAWKING

*

Prosegue a gonfie vele il Torino Film Festival. Nonostante l’inizio della settimana lavorativa, l’affluenza nelle varie sale non è diminuita e molti film registrano il tutto esaurito.È il caso dell’attesissimo “Magic in the moonlight” di Woody Allen,  i cui biglietti sono andati a ruba, nonostante la sua uscita in lingua italiana sia prevista per giovedì prossimo. Siamo nel 1929 e un mago inglese (Colin Firth), in arte Wei Ling Soo, diletta le platee con i suoi mirabolanti spettacoli in cui è in grado persino di far sparire un elefante. Egli però è anche specializzato nello smascherare le frodi nel mondo dell’occulto. Su richiesta di un vecchio amico si reca in Costa Azzurra per incastrare una ragazza (Emma Stone), che sembrerebbe in grado di parlare con l’aldilà e prevedere il futuro. Ben presto le cose si complicano, perché la ragazza non sembra avere punti deboli, tanto da far tentennare la totale fede nel raziocinio di Wai Ling Soo. Sebbene non sia stato accolto benissimo da una parte della critica, la nuova fatica di Woody Allen (nonostante l’età produttivissimo, in grado di partorire un nuovo film ogni anno) non rientrerà nel novero delle sue migliori opere, ma sicuramente riesce a ritagliarsi un suo spazio ben definito, grazie anche alla bravura di un Colin Firth in stato di grazia, misantropo e nichilista all’inverosimile, il quale riesce a strappare molte risate, sorretto da una dosata e pudica Emma Stone. Già con il precedente “Blue Jasmine” mi sembra proprio che Woody Allen si sia ripreso dopo lavori sbiaditi come “To Rome with love” e con questo “Magic in the moonlight” abbia inanellato un altro film davvero riuscito.

(altro…)

Diario del Torino Film Festival #1

TFF2014

DIARIO DEL TORINO FILM FESTIVAL #1

LA SORPRESA IT FOLLOWS, LA DELUSIONE THE BABADOOK E LA STANDING OVATION PER L’ITALIANO N-CAPACE

di Nicolò Barison

.

È stato un inizio di festival molto intenso, ricco di spunti e di film interessanti. Sale gremite, code infinite alle biglietterie, volantini del programma del Festival a tutti gli angoli delle strade, poster promozionali che tappezzano Torino, una grande festa per la città, come tutti gli anni. Il programma questo primo fine settimana è stato molto ricco e i film da vedere tantissimi, per cui l’organizzazione delle varie visioni è stata indispensabile.
Ma veniamo ora ai film. Per quanto riguarda il Concorso, il capolavoro che non ti aspetti è sicuramente il bellissimo e italianissimo N-Capace di Eleonora Danco. Una donna, che si fa chiamare ‘Anima in pena’, viaggia tra Terracina e Roma, spesso in pigiama, altre volte vestita di bianco, molte volte seduta su un letto, intervista giovani, vecchi, uomini, donne, ponendo loro domande sulla vita, la morte, il sesso, la scuola, la politica, la religione. Le riposte che le vengono fornite sono davvero commoventi e danno vita ad un bizzarro esperimento che fa da anello di congiunzione fra il grottesco e una lucida e spietata analisi della “spaesata” società in cui viviamo.
(altro…)

Nella bocca del lupo

“Il suo film, secondo me, è un caso raro di ripresa, molto efficace e calcolata e meditata,
di elementi che trovano le loro radici nei tempi – per me, beati – delle ricerche di avanguardia”
(Edoardo Sanguineti)

(2010)


Genova, vista dal basso, ha le immagini e il sapore amaro dei protagonisti de La bocca del lupo, vincitore del 27° Torino Film Festival.

Nato su richiesta della Fondazione San Marcellino (che da anni si occupa di senza tetto ed emarginati), il film diretto da Pietro Marcello non è un film.
E’ il racconto di una storia vera, un documento su un cinema che non esiste più, su una Genova (ma anche su un’Italia) che si è persa.
E’ il neo realismo che ritorna e ci trascina nei vicoli di De André, nell’atmosfera che si respira, in quel niente dove esistono ancora la dignità e il valore della persona.
I due attori protagonisti, Enzo e Mary, sembrano essere usciti da una sceneggiatura di Fassbinder, figli degli Accattoni pasoliniani.
Guardando dritto nella telecamera, raccontano la loro storia, il loro amore, sullo sfondo di una Genova che continua a cambiare.
Dalla stazione al porto, da Via del Campo a Via di Prè, dall’Ansaldo al libro omonimo (che nulla ha a che vedere con la storia) La bocca del lupo di Remigio Zena, tutto cambia.

Dalla fine del film a oggi, oltre a Genova, è cambiata anche la vita di Enzo e di Mary. Hanno realizzato il sogno di avere una casa in campagna (grazie alla Fondazione dei Gesuiti), dove passare la vecchiaia insieme ai loro cani. Vecchiaia che Mary non ha fatto in tempo a vedere. Perché come tutte le più belle cose, ha vissuto solo un giorno, come le rose.
La storia di Enzo e Mary la potete trovare nel cofanetto che comprende il dvd e il libro “Genova di tutta la vita”, libro nel quale sono inserite delle testimonianze su Genova firmate da Edoardo Sanguineti, Eugenio Montale, Giorgio Caproni, Mario Soldati e Maurizio Maggiani. Nel libro sono riportate anche alcune recensioni al film, il racconto di come è nato e un’intervista al regista.  Negli extra del dvd sono stati inseriti le interviste ai personaggi, i filmati di repertorio e la galleria fotografica.