Tommaso Scarano

Tra le righe n. 12: Jorge Luis Borges, Ajedrez

Norah Borges, Ajedrez

Tra le righe n. 12: Jorge Luis Borges, Ajedrez

la traduzione è nella sua essenza plurale etica dell’ascolto

Antoine Berman*

Ajedrez

I

En su grave rincón, los jugadores
rigen las lentas piezas. El tablero
los demora hasta el alba en su severo
ámbito en que se odian dos colores.

Adentro irradian mágicos rigores
las formas: torre homérica, ligero
caballo, armada reina, rey postrero,
oblicuo alfil y peones agresores.

Cuando los jugadores se hayan ido,
cuando el tiempo los haya consumido,
ciertamente no habrá cesado el rito.

En el Oriente se encendió esta guerra
cuyo anfiteatro es hoy toda la Tierra.
Como el otro, este juego es infinito.

II

Tenue rey, sesgo alfil, encarnizada
reina, torre directa y peón ladino
sobre lo negro y blanco del camino
buscan y libran su batalla armada.

No saben que la mano señalada
del jugador gobierna su destino,
no saben que un rigor adamantino
sujeta su albedrío y su jornada.

También el jugador es prisionero
(la sentencia es de Omar) de otro tablero
de negras noches y de blancos días.

Dios mueve al jugador, y éste, la pieza.
¿Qué Dios detrás de Dios la trama empieza
de polvo y tiempo y sueño y agonía?

da El hacedor (L’artefice), 1960 

qui per ascoltare i versi recitati dall’autore

Scacchi

I

I giocatori, nel grave cantone,
Guidano i lenti pezzi. La scacchiera
Fino al mattino li incatena all’arduo
Riquadro dove s’odian due colori.

Raggiano in esso magici rigori
Le forme: torre omerica, leggero
Cavallo, armata regina, re estremo,
Alfiere obliquo, aggressive pedine.

I giocatori si separeranno,
Li ridurrà in polvere il tempo, e il rito
Antico troverà nuovi fedeli.

Accesa nell’oriente, questa guerra
Ha oggi il mondo per anfiteatro.
Come l’altro, è infinito questo giuoco.

II

Lieve re, sbieco alfiere, irriducibile
Donna, pedina astuta, torre eretta,
Sparsi sul nero e il bianco del cammino
Cercano e danno la battaglia armata.

Non sanno che la mano destinata
Del giocatore conduce la sorte,
Non sanno che un rigore adamantino
Governa il loro arbitrio di prigioni.

Ma anche il giocatore è prigioniero
(Omar afferma) di un’altra scacchiera
Di nere notti e di bianche giornate.

Dio muove il giocatore, questi il pezzo.
Quale dio dietro Dio la trama ordisce
Di tempo e polvere, sogno e agonia?

(traduzione di Francesco Tentori Montalto)

Scacchi

I

Nell’angolo severo i giocatori
muovono i lenti pezzi. La scacchiera
li avvince fino all’alba al duro campo
dove si stanno odiando due colori.

Su di esso irradiano rigori magici
le forme: torre omerica, regina
armata, estremo re, cavallo lieve,
pedoni battaglieri, obliquo alfiere.

Quando si lasceranno i due rivali,
quando il tempo oramai li avrà finiti,
il rito certo non sarà concluso.

In Oriente si accese questa guerra
che adesso ha il mondo intero per teatro.
Come l’altro, è infinito questo gioco.

II

Debole re, pedone scaltro, indomita
regina, sghembo alfiere, torre eretta
sul bianco e nero del tracciato cercano
e sferrano la loro lotta ramata.

Non sanno che il fortuito giocatore
che li muove ne domina la sorte,
non sanno che un rigore adamantino
ne soggioga l’arbitrio e la fortuna.

Ma il giocatore è anch’esso prigioniero
(Omar lo dice) d’una sua scacchiera
fatta di nere notti e bianchi giorni.

Dio muove il giocatore, e questi il pezzo.
Che dio dietro di Dio la trama inizia
di tempo e sogno e polvere e agonie?

(traduzione di Tommaso Scarano)

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*Berman, linguista francese, traduttore dall’inglese, dallo spagnolo e dal tedesco, saggista e teorico della traduzione, è menzionato da Maria Luisa Vezzali a p. 8 del suo Editoriale al volume di “Materiali” (pubblicazione semestrale della Bottega dell’Elefante), pubblicato nel dicembre 2007 con il titolo La soglia sull’altro. I nuovi compiti del traduttore.