Tomas Tranströmer

I poeti della domenica #252: Tomas Tranströmer, Storm/Temporale

Storm

Plötsligt möter vandraren här den gamla
jätteeken, lik en förstenad älg med
milsvid krona framför septemberhavets
          svatgröna fästning.
Nordlig storm. Det är i den tid när rönnbärs –
klasar mognar. Vaken i mörkret hör man
stjärnbilderna stampa i sina spiltor
          högt över trädet.

Temporale

Passando, s’incontra all’improvviso qui la vecchia
quercia gigantesca, alce pietrificato dalla
chioma sconfinata sulla fortezza nero-verde
          del mare di settembre.
Temporale del nord. È il tempo in cui maturano
grappoli di nespole. Vegliando al buio si sentono
scalpitare le costellazioni alle loro poste
          in alto sopra l’albero.

[traduzione di Maria Cristina Lombardi]
da Höstlig skärgård (Arcipelago autunnale), in 17 Dikter (17 Poesie), 1954; ora in Tomas Tranströmer, Poesia dal silenzio, a cura di Maria Cristina Lombardi, Crocetti Editore, 2001

Tomas Tranströmer, Arcate romaniche

Per ricordare oggi, a un anno dalla morte, Tomas Tranströmer

Arcate romaniche

Dentro la chiesa romanica maestosa si accalcavano i turisti nella semioscurità.
Volta spalancata dietro volta e nessuna visione d’insieme.
Qualche fiammella di candela tremolava.
Un angelo senza volto mi abbracciò
e mi sussurrò per tutto il corpo:
“Non ti vergognare d’essere umano, sii fiero!
Dentro di te si apre volta dietro volta all’infinito.
Mai giungerai al termine, e le cose stanno così come devono stare.”
Ero accecato dalle lacrime
e fui ammassato fuori sulla piazza bollente di sole
insieme a Mr e Mrs Jones, a Herr Tanaka e alla signora Sabatini
e dentro tutti loro si apriva volta dietro volta all’infinito.

Tomas Tranströmer
(Traduzione di Anna Maria Curci. Un ringraziamento vivissimo va a Daniele Orlando per la lettura critica della traduzione)

 

Romanska bågar

Inne i den väldiga romanska kyrkan trängdes turisterna i halvmörket.
Valv gapande bakom valv och ingen överblick.
Några ljuslågor fladdrade.
En ängel utan ansikte omfamnade mig
och viskade genom hela kroppen:
”Skäms inte för att du är människa, var stolt!
Inne i dig öppnar sig valv bakom valv oändligt.
Du blir aldrig färdig, och det är som det skall.”
Jag var blind av tårar
och föstes ut på den solsjudande piazzan
tillsammans med Mr och Mrs Jones, Herr Tanaka och Signora Sabatini
och inne i dem alla öppnade sig valv bakom valv oändligt.

 

Tomas Tranströmer, da: För levande och döda, Bonnier, Stoccolma 1989

 

 

Tomas Tranströmer legge Romanska bågar

 

 

Solo 1500 N. 18 : Poesia e Canzone


 

 

 

SOLO 1500 N. 18 : POESIA E CANZONE 

 

 

 

 

Di tanto in tanto, mai scomparendo del tutto, restando sempre un po’ in agguato, salta fuori il dibattito: Poesia e Canzone. Ovvero se la canzone d’autore, possa essere in qualche maniera definita: Poesia. Quest’anno la discussione si è riaperta in occasione dell’assegnazione, avvenuta pochi giorni fa, del Nobel per la letteratura, che è andato al poeta svedese Tomas Tranströmer. I favoriti della vigilia (oltre al vincitore) erano: il cantautore folk Bob Dylan, il solito Philiph Roth e altri, soprattutto narratori. Le fazioni venutesi a scontrare nei giorni successivi alla premiazione sono state due, chi pro Tranströmer, chi pro Dylan. Nessuno, naturalmente, ha messo in discussione il valore immenso del musicista. La vera questione, posta da molti intellettuali, e che io sottoscrivo, sta in una differenza che non è così marginale. Il poeta ha a disposizione un foglio e una penna, la sua capacità di osservare e le parole. Il suo talento sta nel trovare un’armonia scegliendo o rinunciando ad alcune di queste. Il cantautore pur eccelso nella costruzione di un testo, avrà sempre dalla sua la musica. Per spiegarlo meglio viene in soccorso proprio un cantautore, De Gregori (dvd Left and Right) che alla domanda, se le canzoni d’autore potessero essere accostate alle poesie, rispose più o meno così: “Si tratta di un’invasione di campo non richiesta da parte della poesia, la canzone ha il vantaggio della musica e l’artista la fortuna (se vuole) di poterla cambiare ogni sera”. Conosco meglio le canzoni di Dylan che le poesie di Tranströmer, ma sono felice che abbia vinto un poeta.

Gianni Montieri                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    Link ai tre numeri precendenti:  n. 17  n. 16 n. 15