tiziano fratus

21° Festival Internazionale di Poesia di Genova “Parole Spalancate”

COMUNICATO STAMPA

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Dal 10 al 21 giugno a Genova si terrà il 21° Festival Internazionale di Poesia di Genova “Parole Spalancate”, con oltre 100 eventi gratuiti tra letture, concerti, performance, proiezioni, conferenze, mostre e visite guidate. Sono previsti eventi anche a SavonaBogliasco.

 

Quest’anno il tema è La ricostruzione poetica dell’universo, vale a dire immaginare e proporre una società a dimensione più umana, legata ai valori della creatività, del senso del bello e della condivisione dei saperi cioè arte e cultura, proprio partendo dalla parola, della quale la Poesia è l’espressione più alta.

Tra i poeti invitati ci saranno Tony Harrison, Milo De Angelis, Maria Barnas, Enrico Testa, Roberto Mussapi, Juan Calzadilla, Sundeep Sen, Dani Orviz, Jacques Rancourt, Massimo Bocchiola, Tiziano Fratus, Bejan Matur, Liz Berry, Par Hansson, Regina Hilber, Lukasz Jarosz, con l’Armenia come Paese ospite d’onore. 

Molti gli spettacoli che coniugheranno poesia con la musica: un omaggio a Luciano Berio con il mezzosoprano tedesco Susanne Kelling (19 giugno); il reading-concerto dal titolo Letture notturne soniche dell’inquietudine con i Solisti del Teatro Carlo Felice (12 giugno); lo spettacolo di Gaber Polli di allevamento proposto da Giulio Casale (15 giugno); uno spettacolo di video, poesia e musica dal vivo prodotto dal Festival e condotto da Carlo Massarini (16 giugno); il concerto acustico di Omar Pedrini (18 giugno); il reading “radiofonico” di Roberto Mussapi intitolato Suite genovese (17 giugno); uno spettacolo inedito sulla Prima Guerra Mondiale di Andrea Nicolini (11 giugno); un omaggio a Dante da parte del musicattore Luigi Maio, il concerto-poetico dei Têtes de Bois (20 giugno).

In occasione dei 20 anni del Festival (1995-2015) è stata pubblicata un’antologia che riunisce alcuni tra gli oltre 1000 poeti e artisti che hanno partecipato in questi anni. Un’occasione unica per vedere nello stesso libro Mutis, Ferlinghetti, Montalban, Coetzee, Soyinka, Milosz, Luzi, Pietri, Jodorowsky, Magrelli, Frankie Hi NRG, Roubaud, Sanguineti, e molti altri.

 

Il programma dettagliato è su www.festivalpoesia.org

La poesia torna in Feltrinelli con gli eBook di Zoom

La poesia torna in Feltrinelli
con gli eBook di Zoom di nuovo inediti nel catalogo

(comunicato stampa)

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Feltrinelli ha con la poesia un rapporto profondo e di lunga data, iniziato già nel 1958 con la collana Poesia, proseguito poi con la componente poetica dei Classici e coronato con le opere dirompenti del grande Edoardo Sanguineti, le spregiudicate raccolte di Charles Bukowski e il tragico, potente poema Solo andata di Erri De Luca.

Oggi Feltrinelli porta in digitale la freschezza della poesia contemporanea.

Oggi 5 febbraio sono uscite le prime raccolte inedite nella collana solo digitale Zoom Poesia:

  • Un quaderno di radici di Tiziano Fratus
    C’è una bellezza da inizio del mondo / nel mettere ordine in cose che non ti appartengono
  • La voce dei grandi edifici di Gianni Marchetti
    Il mio è un dialogare col Nulla / Si sa / E dialogare col Nulla / Una volta su un milione / Porta all’Infinito

(altro…)

Tiziano Fratus – Nuova poesia creaturale

TIZIANO FRATUS, NUOVA POESIA CREATURALE, MANIFATTURATORINOPOESIA, 2010

Reclamo che il mio peso
Venga valutato in radici

È una cosa sola con l’uomo la poesia di Tiziano Fratus. Dell’uomo possiede: il corpo, la mente, le gambe stanche dopo una lunga giornata di lavoro, le mani vive, sporche di terra, disposte a toccare. La poesia di Fratus ha occhi. Occhi spalancati a stanare l’orizzonte e occhi chiusi quando è tempo di sognare.
Sono trecento pagine di fatica e pazienza quelle che ospitano i testi di Nuova poesia creaturale di cui Fratus è anche editore (Manifatturatorinopoesia). Fatica e pazienza perché in ogni singola poesia emerge ben chiaro il lavoro di martello e cesello. Verso spesso lungo, testi che hanno un incedere lento, preciso che scava nel lettore, lasciandolo stupefatto e con addosso una certa urgenza di prendere uno zaino e partire.

“Dopo tanto parlare l’hanno fatto: se ne sono liberati,/ di quelli, di quelli che venivano nella loro terra/ soltanto per vendere sottocosto, per spellare/ vivi gli agricoltori, rastrellando il mercato e/ vendendo a poco quello che non poteva essere / prodotto che al di sopra del prezzo di vendita:/ hanno detto basta e hanno agito …” (pag. 29 e 30)

L’autostrada di Fratus, fa Pavese/Carver da casello a casello. Gli svincoli, le curve, le tappe, la scelta delle soste appartengono, però, soltanto a Tiziano.

“Una piccola capanna conteneva un uomo seduto/ su uno sgabello, certamente scomodo, una radiolina/ a batterie trasmetteva le note di una canzone dalla/ vicina stazione della riserva: l’uomo mostrava tutti/ i segni che lo indicavano come indiano: giacca con/ stringhe di cuoio, cappello con piuma di falco” (pag. 87)

Il libro è ben curato in ogni dettaglio. Belle le foto di alberi scattate dall’autore stesso. Bella la carta riciclata della copetina.Tiziano Fratus è poeta della campagna piemontese così come lo è degli spazi sconfinati d’America. Da una parte la tenacia, l’attaccamento alla terra, la riservatezza, la voce bassa, le poche parole. Dall’altra la libertà,  la voglia di valicare i confini, esplorare le vite, le storie degli altri. Si legge come un romanzo questo libro che contiene tutta l’opera del poeta. Si legge come un romanzo perché del romanzo ne richiede i tempi, le soste, ma è libro di poesia. Poesia d’amore, d’umore. Poesia che sta a terra e che sta in volo. Poesia che osserva, racconta. Poesia come dovrebbe essere e che poesia è.

@ gianni montieri

 

I segreti dei portieri d’albergo

Che sia a Nuova York, a Chicago,
a San Francisco, i portieri portano
con sé, nella tasca dei pantaloni,
nel panciotto, nella giacca,
una foglia imprigionata in una

moneta d’ambra: dicono che è
per non perdere la strada di casa,
un filo d’Arianna per immigrati:
non dimenticare dove si è nati,
dove si è cresciuti: sussurrano

L’inferno è opera dell’uomo,
non di un Dio dispotico.

 

A denti stretti

A quest’ora la calle emette il solito
dizionario di passi e voci, si trascinano
contro le pareti e salgono di piano in piano
e si rincorrono come gatti sulle tegole
vecchie e sui camini: Mi hai persa

è tardi, mi hai persa: una donna concitata
al telefono mentre alcune paia d’occhi si
allungano stetoscopici dalle finestre aperte
alle evoluzioni sonore delle lingue indoeuropee:
Cosa potevo dirgli, che sono qua che muoio

Che soffro come una bestia, che mi manca
da impazzire recita come in un perfetto
romanzo francese, in una commedia del
Goldoni, i pugni stretti e frullati in aria,

le anche appoggiate all’intonaco dei muri,
le gambe lunghe e sottili a sostenere
l’intera impalcatura dei sensi.

 

Sintetica nota biografica di Tiziano Fratus:  Tiziano Fratus è un uomo radice, vive in una casa con cinque gatti ai piedi delle alpi. Ha pubblicato libri di poesie in nord e sud America, in Europa ed in Asia. Crede che la poesia sia un prodotto della terra. Il suo ultimo libro è Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi”, che presenta insieme all’omonima esposizione fotografica.