thriller

Riletti per voi #7: Piero Meldini, L’avvocata delle vertigini

Riletti per voi è una rubrica con la quale intendiamo richiamare l’attenzione su testi letterari che, a distanza di anni dalla loro prima pubblicazione, conservano intatte bellezza e verità. La settima scelta poggia su L’avvocata delle vertigini, allucinato noir di Piero Meldini di cui Folco Portinari ebbe a dire, alla sua uscita, “Un libro che potrebbe giustificare da solo un’intera annata narrativa” (L’unità, 1994). Chi leggerà vedrà.

P.Meldini, "L'avvocata delle vertigini", I ed. Adeplhi 1994.

P.Meldini, “L’avvocata delle vertigini”, I ed. Adeplhi 1994.

Piero Meldini, classe ’41, studioso e direttore della Biblioteca Gambalunghiana, ha scritto cinque romanzi nella sua vita e tutti in età matura. L’avvocata delle vergini (Adelphi 1994), il suo romanzo di esordio, così breve da poterlo leggere nella tratta Mantova-Roma ringraziando di averlo comprato durante quella fucina di stimoli che è il Festivaletteratura, gli è valso all’uscita il Premio Bagutta opera prima. Senza andare a leggere le motivazioni, do per scontato che oltre alla trama precisa come un orologio e a fortissima (e mai fastidiosa) carica simbolica la ragione della sua bellezza sia la prosa barocca eppure lieve, delicata, dove ogni parola è assieme evocativa ed esatta.
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Solo 1500 n. 36 – Il thriller di Pupo

Solo 1500 n. 36  – Il thriller di Pupo

Si corrono grossi rischi a girare per le librerie del centro di questi tempi. Sabato scorso, sbirciando qua e là, a caso, mi imbatto in questo libro: La confessione di Enzo Ghinazzi. Ghinazzi? Ma non ci posso credere, è Pupo. Lo conferma la fascetta gialla sulla copertina, a firma di Mogol: “Anche con la penna in mano Pupo resta geniale…” la casa editrice è Rizzoli, tanto per dire. Pare si tratti di un thriller e pare che circolino foto di Pupo in pullover a collo alto scuro e occhiali da intellettuale. Non leggerò il libro, naturalmente. Non è possibile che sia bello, semplicemente. Il dramma comunque non è questo, il dramma è che Rizzoli l’abbia pubblicato solo per il nome, solo perché si pensa che Ghinazzi potrebbe vendere un bel po’ di copie. Gli editori pensano a quanto si potrà vendere, non a quanto valga una storia e meno ancora a come sia scritta, perciò teniamoci Pupo edito da Rizzoli e bene in vista sugli scaffali. L’originalissima trama pare si dipani alla vigilia del festival di Sanremo (ma che strano), uno dei cantanti più famosi viene ucciso misteriosamente (non l’avrei mai detto), ad indagare sarà un commissario un po’ ciccione, sfigato, separato o in crisi con la moglie ecc.. (anche questa non l’avete mai sentita). La domanda è perché? Ma mentre me la faccio cammino dentro la libreria e un paio di scaffali più in là, mi rispondo: esposto c’è il romanzo di Arisa (wow) ed. Mondadori. Parlare di editoria oggi è parlare di nulla, meglio cantare: “su di noi nemmeno una nuvola, su di noi l’amore è una favola”.

Gianni Montieri