terra

I poeti della domenica #329: Giuseppe Ungaretti, Terra

Ungaretti con la gatta Kiki, regalo di Moravia
(L’immagine potrebbe essere soggetta a copyright)

Terra

Potrebbe esserci sulla falce
Una lucentezza, e il rumore
Tornare e smarrirsi per gradi
Dalle grotte, e il vento potrebbe
D’altro sale gli occhi arrossare…

Potresti la chiglia sommersa
Dislocarsi udire nel largo,
O un gabbiano irarsi a beccare,
Sfuggita la preda, lo specchio…

Del grano di notti e di giorni
Ricolme mostrasti le mani,
Degli avi tirreni delfini
Dipinti vedesti e segreti
Muri immateriali, poi, dietro
Alle navi, vivi volare,
E terra sei ancora di ceneri
D’inventori senza riposo.

Cauto ripotrebbe assopenti farfalle
Stormire agli ulivi da un attimo all’altro
Destare,
Veglie inspirate resterai di estinti,
Insonni interventi di assenti,
La forza di ceneri – ombre
Nel ratto oscillamento degli argenti.

Il vento continui a scrosciare,
Da palme ad abeti lo strepito
Per sempre desoli, silente
Il grido dei morti è più forte.

 

da Il Dolore (1937-1946), in Giuseppe Ungaretti, Vita d’un uomo. Tutte le poesie, a cura e con un saggio introduttivo di Carlo Ossola, Mondadori, “I Meridiani” (I edizione), 2009, p. 278.

C’è un’altra uscita?

lilya corneli- dreaming of a heart

– C’è      un’altra uscita.

– C’è      ancora altra strada dopo questa

in cui mi ostino a guardare il sole la sua lanterna latente

le sue illusioni mirabili?

Quanto lontano conduce il torrente

che mi scorre in petto e nella luce si popola

di insetti come la(r)ve che lacerano il legno di un corpo

abitato e sempre

in ogni labirinto del pensiero abbandonato?

Quanto ancora le nuvole fil(tr)eranno le voglie

dei miei desideri verdi come tutte le cime

di questi pioppi allineati  in corsie di ospitali

dolorosamente radicati in ciò che inquina le nostre vite?

– Salutare

sembra essere l’unica azione concessa.

– Se ne vanno tutti     come stormi

amici e compagni     fogli scritti in un tempo che era la casa del lupo

e aveva in sé l’odore dei campi   in un notturno saluto

non l’abbandono.

– Salutare

quel ritrovare finalmente la terra

riempirsi di semi    nuovamente verdi

in un  ventre infiammato di fiori e profumi

in un corpo senza altro peso che il corpo

celeste nella densità  del silenzio nello smalto incorrotto del cosmo.

– Salutare questo crescermi in bocca del seme      la soglia del giardino

amore senza interesse e tessile piacere che genera

dalle sue notti case e popoli      fiumi

di suoni      esseri senza peccato

segreti      piantati nell’abito nuziale     nel ventre sfattosi

preghiera senza mittente e ancora corpo nel corpo di un altro

senza re-

missione.

– Rivoltata la zolla tutto cede

– Ancora?

– Ancora.

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A  C. F.   1 aprile 2010- f.f.

http://fernirosso.wordpress.com/2010/04/01/c%E2%80%99e-un%E2%80%99altra-uscita/

io me ne invischio

Across the Universe

delle cose del mondo

di questo circolo di acrobati

di questo consesso di disarmanti santi  inf(r)anti

di quello che mi sta davanti

o addirittura sotto         i piedi

tutto ciò che sta

è     l’altra parte della stessa sfera.

Io ho  la certezza

che la terra non  sia  mia

ma una casa sempre senza patria

una splendida matria

o una matrioska       al più

un porto dentro l’antro del cosmo

perché la geografia è corrente su tutta la sua crosta

su quel corpo da titana

o forse meglio da gitana

un’ antica matrona tatuata

che non ha meta e va in giro impostata

intorno a se stessa e attorno al mutamento senza fermarsi

un secondo incidendo

sotto e sopra  le scritture delle piogge delle nevi dei ghiacciai

mentre i sismi  ne incrinano la pelle ne divelgono i tendini

le divincolano le ossa.

Io me ne invischio

della fame   della miseria

di ciò che inquina e ciò che consuma

me ne invischio della pace e della storia

della cultura e del silenzio

me ne invischio totalmente

di ogni altro

di ogni tempo e di ogni parola.

Tutto è

e silenzio è anche questo

un gioco per nascondere l’essenza.

Io me ne invischio

me ne invischio

me ne invischio    anche di quella.

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f.f- 14 gennaio 2010Me ne invischio- da Carte sensibili

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