Stonewall

Francesco Salvini: inediti da Il risveglio (poesie su Stonewall)

 

I

A volte basta il volo di una scarpa,
ciò che di solito rimane a terra
decide di acquisire un po’ di cielo.

Dopotutto è un azione minimale
se poi consideri la gravità
che in men che non si dica ti riporta

giù. L’esistenza è fatta di momenti
come questi che se non ripetuti
almeno a voce paiono dissolversi.

Però non sempre basta la parola;
a dirtelo qui è proprio una poesia
(e di parole in teoria dovrebbe

intendersene) che senza memoria
la spinta della carta resta storia.

.

II

Sento ancora l’odore di latrina,
impregna gli abiti, stupra la pelle;
cammino per le strade e mi sotterra
ciascun passo, dà tremiti improvvisi
per l’aria rarefatta che c’è fuori.
Ascolta: non è facile restare
scoperti se da sempre sei vissuto
nella fogna. La luce ti ferisce,
il lampione, falena, ti trafigge.
Però ricordi gli amori fuggiaschi,
la tenerezza da fuoco alle tue ali
sotto gli sguardi scolpiti di chi
giudica troppo. E per solo un secondo
appare quella lucciola nembosa
che il carapace teneva nascosta.

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